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	<title>La Pulce di Voltaire</title>
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	<description>Cultura e Politica</description>
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		<title>Beaubourg di Renzo Piano tra i più brutti edifici al mondo</title>
		<description><![CDATA[Finalmente qualcuno scrive ci&ograve; che sostengo da tempo (ovviamente nulla di personale nei confronti di Renzo Piano): il Beaubourg &egrave; il quarto edificio pi&ugrave; brutto del mondo. Altra soddisfazione per il mio ego da architetto dilettante: anche il terrificante hotel...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Finalmente qualcuno scrive ci&ograve; che sostengo da tempo (ovviamente nulla di personale nei confronti di Renzo Piano): i<strong>l Beaubourg &egrave; il quarto edificio pi&ugrave; brutto del mondo.</strong> Altra soddisfazione per il mio ego da architetto dilettante: anche il terrificante hotel nordcoreano -<strong><a href="http://leguerrecivili.splinder.com/post/20635660/Nord+Corea.+Non+dimentichiamo" target="_blank">da me gi&agrave; pi&ugrave; volte denigrato</a></strong>- fa parte dei 10 edifici pi&ugrave; orrendi...<br /><a href="http://www.reuters.com/article/lifestyleMolt/idUSTRE5AJ0KH20091120?pageNumber=1&amp;virtualBrandChannel=11604" target="_blank"><strong><br />QUI la classifica completa.<br /></strong></a><a href="http://www.corriere.it/gallery/cronache/11-2009/palazzi_brutti/1/gli-edifici-piu-brutti-mondo_bb879ec4-d5e4-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml#7" target="_blank"><strong>QUI la slide degli edifici.</strong></a> </p><p align="justify">A dire la verit&agrave; io avrei messo nella classifica anche <a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2008/04/liberateci-da-renzo-piano-2.html" target="_blank"><strong>questo centro commerciale realizzato da Piano a Nola in Campania</strong></a>.<br /> &nbsp; <img src="http://www.archimagazine.com/avulcano1.jpg" border="0" width="370" height="260" /></p><p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/beaubourg-di-renzo-piano-tra-i-piu-brutti-edifici-al-mondo.html#comments">Commenta &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>ambiente</category><category>cultura</category><category>ambiente</category><category>cronaca</category><category>cultura</category>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 19:37:00 +0100</pubDate>
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		<title>Guanaca -blogtelling- 5</title>
		<description><![CDATA[Le precedenti puntate sono sul blog -sotto il tag &quot;Letteratura&quot; o nelle pagine di archivio a partire dal 16 novembre. Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 st1\:*{behavior:url(#ieooui) } /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:"";...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><font size="1">Le precedenti puntate sono sul blog -sotto il tag &quot;Letteratura&quot; o nelle pagine di archivio a partire dal 16 novembre.</font><br /><br /><!--[if gte mso 9]><xml>     Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4   </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml>     </xml><![endif]--><!--[if !mso]><div   classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id=ieooui></div> <style> st1\:*{behavior:url(#ieooui) } </style> <![endif]-->  <!--[if gte mso 10]> <style>  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]--> Ad altre televisioni internazionali venne rilasciato un video sul buongoverno di F&eacute; d&#39;Ostiani, con una dichiarazione che motivava lo scioglimento del parlamento con una &quot;minaccia di golpe contro il presidente regolarmente eletto&quot;. Il tutto venne santificato dalle firme di un centinaio di costituzionalisti imparziali, epper&ograve; vicini al governo. F&eacute; d&#39;Ostiani mostr&ograve; sulle televisioni nazionali fotografie che ritraevano il capo dell&#39;opposizione in pose inequivocabili con un ex ministro, condannato per &quot;corruzione e scandali sessuali di varia natura&quot;.   </div><p align="justify">Intanto una met&agrave; dei manifestanti era rimasta in strada, ricompattandosi, cos&igrave; che non era possibile bloccarli se non sparando con i blindati piazzati sulle vie laterali. Ma nessuno dei responsabili militari si era sentito di procedere a una mattanza che sarebbe stata filmata e trasmessa sulle televisioni di tutto il mondo. </p><div align="justify">    </div><p align="justify">&nbsp;Cos&#39;era successo al gruppo di Eleuterio e Longinotti?</p><div align="justify">  </div><p align="justify">...Appena avevano sentito il rumore degli elicotteri si erano nascosti all&#39;interno di un palazzo, sperando che l&#39;esercito non facesse dei controlli anche l&igrave; dentro. Gli inquilini garantirono che non avrebbero telefonato alla polizia. Longino ricordava un metodo infallibile per far parlare un uomo, visto in un film. Si fece portare una pentola e dell&#39;olio e accese il fuoco. L&#39;uomo era stato imbavagliato e seguiva l&#39;operazione sdraiato per terra, con le mani legate dietro la  schiena. Quando l&#39;olio cominci&ograve; a sfrigolare Longino ne vers&ograve; una tazza su un ginocchio del ferito. Passarono alcuni minuti. Lo sbirro sgranava gli occhi e aveva la faccia congestionata dal dolore, mentre l&#39;aguzzino improvvisato cominci&ograve; a riempire una seconda tazza di olio bollente, chiedendo Devo continuare?<br /> Gli tolse il bavaglio ma l&#39;uomo rimase in silenzio, dopo averlo insultato. Longino allora and&ograve; nell&#39;altra stanza a discutere con Eleuterio Cerisola.</p><div align="justify">  </div><p align="justify">&quot;Non testimonier&agrave; mai contro F&eacute; d&#39;Ostiani&quot;.</p><div align="justify">  </div><p align="justify">Eleuterio era d&#39;accordo, ma aggiunse &quot;...Forse potremmo chiedere aiuto agli americani&quot;.</p><div align="justify">        </div><p align="justify">INTANTO<br />nella sede dell&#39;ambasciata americana di Guanaca una segretaria bionda dagli occhi blu di Prussia, di nome Patience, piangeva dietro la scrivania: l&#39;addetto culturale per il quale lavorava non aveva osato venire in sede e l&#39;ambasciatore si era rifugiato nell&#39;appartamento di sicurezza, a prova di bombardamento, del resto gi&agrave; da alcuni giorni le fonti della intelligence avevano preannunciato disordini a causa della crisi economica. Ma Patience non piangeva per paura. Non riusciva a capire come mai venti milioni di esseri umani potessero credere a un mistificatore come il presidente di Guanaca. Lei proveniva da una famiglia che si era colorata di bianco al tempo in cui i democratici del sud erano razzisti, e anni dopo si era colorata di verde quando Al Gore aveva lanciato la crociata contro il global warming. Infine si erano colorati di nero, quando i democratici avevano trovato il new deal di Obama. Nel suo subconscio per&ograve; Patience sapeva che il razzismo nel sud non era morto e che l&#39;ambientalismo nascondeva una rivoluzione industriale di tipo nuovo, legata ai profitti e alle piantagioni per la produzione di biodiesel acquistate anni prima dal finanziere George Soros, un tipo cui era stato perdonato tutto, in cambio di generosi finanziamenti alla stampa e ad alcuni partiti. </p><div align="justify">  </div><p align="justify">Patience seguiva tiepidamente la fede politica di suo padre, pur sapendo che si trattava di una persona che si autosantificava demonizzando il proprio nemico e assolvendo ogni misfatto della propria parte. Capiva che quella situazione riguardava tutti i cittadini del mondo, e si sentiva senza ideali, anche se manteneva la certezza che il dilemma non poteva essere sciolto diventando <em>blas&eacute;e</em> e disillusa come gran parte della giovent&ugrave; americana, dedita all&#39;ipertech, al salutismo, al disincanto, al disamore. </p><div align="justify">  </div><p align="justify">Cos&igrave; era rimasta sola, anche se tutti la trovavano abbastanza bella da perderci qualche giornata di corteggiamento pur di guadagnare il suo letto. Ma poi non riuscivano a reggere le sue fissazioni da <em>Precieuse ridicule</em>, e la piantavano in asso. Lei invece prefer&igrave; andare in posti dove la gente pensava ancora a cose concrete, come sbarcare il lunario e zappare la terra. Aveva studiato storia, all&#39;universit&agrave;: i testi parlavano di governanti incapaci o criminali come se si trattasse di fatti lontani nel tempo e nello spazio che si svolgevano in altri pianeti e in altre galassie. Poi era finita a Guanaca: le televisioni di Washington ogni tanto trasmettevano un r&eacute;portage esotico in cui si descriveva la commedia di quel paese in perpetua crisi, con ministri corrotti, ministri contro la corruzione non meno corrotti, santi, galeotti, martiri, calciatori, terroristi e antiterroristi, affaristi ingenui, criminali e iuslatrici mischiati insieme, personaggi che sparivano e riapparivano in continuazione, attori e cantanti che sembravano i cortigiani descritti nel <em>Trattato sulla Dissimulazione onesta</em> di Torquato Accetto... </p><div align="justify">    </div><p align="justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L&#39;ambasciata Usa era semideserta: il telefono squill&ograve; nel call center, ma non c&#39;era nessuno a rispondere. Cos&igrave; Patience sollev&ograve; il ricevitore e rispose.</p><div align="justify">            </div><p align="justify">&nbsp;&quot;TENTIAMO<br />con questa telefonata&quot;, aveva detto Longinotti, e si era messo all&#39;apparecchio. Ma non poteva certo pensare che la conversazione successiva avrebbe cambiato la sua vita affettiva.<br />&quot;...Con chi parlo?&quot; -esord&igrave;- &quot;Sono la segretaria dell&#39;addetto culturale... Cosa desidera?&quot;, rispose Patience.<br />&quot; Siamo un gruppo dell&#39;opposizione... Abbiamo catturato uno degli attentatori che hanno sparato sui nostri compagni, &egrave; un poliziotto al servizio di Carlo F&eacute; d&#39;Ostiani&quot;.</p><div align="justify">              </div><p align="justify">La frase era semplice e Patience non cercava di meglio per reagire all&#39;impotenza. Abbandon&ograve; la cautela diplomatica, e la conversazione continu&ograve; in maniera informale: &quot;Cosa posso fare?&quot;.<br />&quot;Abbiamo bisogno di un rifugio sicuro e dell&#39;immunit&agrave; per l&#39;attentatore che abbiamo catturato&quot;.<br />&quot;...Sapete bene che non possiamo fare nulla da qui in tempi brevi, vi sono delle norme internazionali da rispettare...&quot;<br />&quot;Non ce ne frega della diplomazia, ci ammazzerebbero molto prima... Se riusciamo ad arrivare nella sede dell&#39;ambasciata potrete verificare le cose e mettervi in contatto con Washington... Richiamer&ograve; quando saremo vicini al vostro palazzo.&quot;&nbsp; E riattacc&ograve;.<br />Patience corse verso l&#39;appartamento dell&#39;ambasciatore e riusc&igrave; a convincerlo a dare ospitalit&agrave; provvisoria ai capi della protesta. Non sapeva nemmeno di quante persone si trattasse... Intanto stavano arrivando gli inviati televisivi. In questo modo sarebbe stato pi&ugrave; difficile per F&eacute; d&#39;Ostiani dare l&#39;ordine di assalto contro i manifestanti rimasti nella piazza.<br />A quel punto si divisero in due gruppi. Una parte, guidata da Longinotti, si diresse verso la sede dell&#39;ambasciata americana, nel centro di Guanaca, mentre gli altri tornarono indietro per riferire&nbsp; quanto stava succedendo. Il miliziano catturato era nascosto da un cappello che gli copriva la fasciatura al capo e camminava male a causa del colpo sub&igrave;to, ma sembrava disposto a confessare, dopo aver sentito che erano diretti all&#39;ambasciata Usa: &quot;...Se davvero gli americani stanno dalla vostra parte, parler&ograve;, ma in diretta televisiva e con la garanzia di ottenere asilo politico in Europa o negli Stati Uniti&quot;.</p><div align="justify">  </div><p align="justify">Scesero gi&ugrave; nelle fogne, attraverso un tombino, con delle cartine della citt&agrave;. Avevano poca strada da percorrere.</p><div align="justify">          </div><p align="justify">&nbsp;NEGLI STESSI GIORNI<br />un miliardario americano, figlio di un&#39;afroamericana e di un emigrato dall&#39;est Europa, senza moglie n&eacute; altri parenti, stava completando l&#39;acquisto di un&#39;isola non molto lontana da Guanaca. L&#39;isola faceva parte di un arcipelago legato a un&#39;amministrazione postcoloniale, dove i cittadini riuscivano ad autogovernarsi come meglio credevano, grazie all&#39;assenza di un vero governo centrale. Inoltre era priva di risorse e di turisti, dato che era cinta di coste alte e rocciose e&nbsp; immersa in un mare quasi sempre tempestoso. Era estesa in longitudine per una trentina di chilometri e larga circa la met&agrave;: un&#39;ampia montagna vulcanica sorvegliava i boschi circondati dal mare e da piccole zone coltivabili. Vi abitavano poche migliaia di contadini e pescatori e alcune vecchie famiglie coloniali. Jacob Sorowitz, l&#39;acquirente, aveva idee fantascientifiche: aveva varcato la soglia dei cinquanta anni e non aveva pi&ugrave; interessi nel business, cercava piuttosto qualcosa che potesse lasciare il segno della sua presenza nel mondo. Aveva pensato di affidare le proprie company a un manager fidato, in modo che l&#39;attivit&agrave; andasse avanti. Intanto si era dedicato a studi e letture, come desiderava da anni. Aveva voglia di scalfire il mondo con qualcosa di pi&ugrave; duraturo di un impero industriale, sperava di creare un punto di svolta per l&#39;umanit&agrave; e cercava di prepararsi al meglio. Si era formato una cultura eteroclita leggendo la storia della Russia (terra di origine dei suoi avi) e i romanzi di fantascienza, un genere che da anni accompagnava le sue letture notturne e le sedute di relax. Adesso quel massiccio pullulare di civilt&agrave;, culti strambi, barriere coralline ed esseri alieni si era mischiato col pragmatismo tipico di un vecchio squalo del mercato, formando una miscela potenzialmente esplosiva, visto che Sorowitz era una persona ricca e totalmente libera da legami personali, politici, economici.<font size="1"><br />(Segue lunedi p.v.</font>)</p>    <p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/guanaca-blogtelling-5.html#comments">Commenta &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Letteratura</category><category>letteratura</category>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:56:13 +0100</pubDate>
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		<title>Morto il trans Brenda</title>
		<description><![CDATA[L&#39;Italia sprofonda in un abisso di immoralit&agrave;, nella giornata dei diritti mondiali dell&#39;infanzia. Difficile pensare a un semplice incidente (i vicini avrebbero sentito delle urla). Difficile non pensare al cinismo del legale di Marrazzo, il quale ultimo -comunque sia stato-...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">L&#39;Italia sprofonda in un abisso di immoralit&agrave;, nella giornata dei diritti mondiali dell&#39;infanzia. Difficile pensare a un semplice incidente (i vicini avrebbero sentito delle urla). Difficile non pensare al cinismo del legale di Marrazzo, il quale ultimo -comunque sia stato- &egrave; il responsabile involontario della falla che ha poi fatto saltare la diga del silenzio, da cui poi &egrave; partito il disastro. Invece di tacere, il legale parla di &quot;fatto inquietante&quot;. Infatti.</p><p align="justify">&nbsp; <font size="1">Secondo le prime testimonianze, accanto al cadavere era stata trovata una bottiglia di whisky. Ma le sue colleghe avrebbero riferito che ieri sera Brenda era sobria anche se molto gi&ugrave; di morale: avrebbe detto loro che non ce la faceva pi&ugrave; ad andare avanti. Un particolare significativo: nel suo appartamento sono stata trovate delle valigie pronte. Forse si preparava a lasciare Roma e l&#39;Italia. ..<br /></font></p><p align="justify"><font size="1">Brenda &egrave; il secondo morto della vicenda Marrazzo. Il primo &egrave; Gianmarino Cafasso, protettore di transessuali, stroncato da un&#39;overdose di cocaina nel settembre scorso in circostanze non ancora del tutto chiarite: l&#39;allarme, infatti, fu dato solo la mattina dopo dalla trans che era con lui.&nbsp; ...<br /><br />L&#39;INCHIESTA - La transessuale brasiliana coinvolta nel caso che ha portato alle dimissioni dell&#39;ex presidente della Regione Piero Marrazzo per i rapporti che avrebbe intrattenuto con ui, era stata ascoltata in procura a Roma, come testimone, nell&#39;ambito dell&#39; inchiesta sul presunto ricatto ai danni dell&#39;ex presidente della Regione Lazio il 2 novembre scorso. L&#39;audizione del viado svolta di fronte al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Rodolfo Sabelli doveva chiarire tra l&#39;altro, la questione dell&#39;esistenza di un secondo video in cui apparirebbe Marrazzo e del quale hanno fatto cenno alcuni transessuali. Pochi giorni dopo, il 9 novembre, Brenda era rimasta coinvolta in una rissa dalla quale era uscita con ferite al volto. Era stata fermata dai carabinieri in via Biroli, sulla via Cassia. I militari in quell&#39;occasione dovettero difendersi perch&eacute; <strong>la </strong>trans dava in escandescenza. In quell&#39;occasione <strong>gli </strong>era stato anche rubato il telefono cellulare.</font></p><p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/morto-il-trans-brenda.html#comments">Commenta &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Cronaca</category><category>cronaca</category>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 10:29:22 +0100</pubDate>
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		<title>Euronaufragio per D'Alema</title>
		<description><![CDATA[Niente candidatura dei socialisti europei per Massimo D&#39;Alema, lo dice il capo dei socialisti europei, gi&agrave; definito &quot;kap&ograve;&quot; da Berlusconi, il tedesco Schulz: Massimo D&#39;alema e&#39; &quot;un eccellente candidato&quot; ma ha un problema &quot;e&#39; il candidato di un governo non...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><font face="Verdana" size="2">Niente candidatura dei socialisti europei per Massimo D&#39;Alema, lo dice il capo dei socialisti europei, gi&agrave; definito &quot;kap&ograve;&quot; da Berlusconi, il tedesco Schulz:</font></p> <p align="justify"><font face="Verdana" size="1">Massimo D&#39;alema e&#39; &quot;un eccellente candidato&quot; ma <strong>ha un problema &quot;e&#39; il candidato di un governo non socialista&quot;.</strong> Lo ha affermato il capogruppo dei socialdemocratici al parlamento europeo, Martin Schulz arrivando al prevertice del Pse. &quot;Come alto rappresentante dell&#39;Ue per la politica estera - ha detto Schulz - Massimo D&#39;Alema sarebbe un eccellente candidato come anche Miguel Angel Moratinos&quot;.</font></p> <p align="justify"><font face="Verdana" size="2"><img src="http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2009/11/19/0KTD6QRA--140x180.jpg" border="0" align="left" />Dicendo cos&igrave; Schulz ha rivelato un&#39;idiozia senza pari. Forse non dovrebbe contare la qualit&agrave; di una persona piuttosto che la matrice della sua candidatura? Diciamo quindi che tra Schulz e i limiti di D&#39;Alema (che sarebbero considerati dei pregi da Schulz, ad esempio la sua partigianeria nei confronti della Palestina) l&#39;eurosocialismo ha fatto una brutta figura.<br /> <br /> I <strong>socialisti </strong>candideranno la <strong>baronessa </strong>Ashton, laburista e attuale commissario al commercio estero nella commissione Ue di Barroso. Sar&agrave; lei a incenerire definitivamente D&#39;Alema. In effetti il volto della Ashton incenerirebbe anche un sasso. Povera Europa.</font></p><p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/euronaufragio-per-dalema.html#comments">Commenta &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Esteri</category><category>esteri</category>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 19:09:27 +0100</pubDate>
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		<title>Albert Camus al Pantheon di Parigi</title>
		<description><![CDATA[Il presidente francese Sarkozy intende traslare le spoglie di Albert Camus nel Pantheon, dove vi sono i grandi di Francia. La notizia &egrave; in s&eacute; splendida, perch&eacute; Camus &egrave; davvero uno dei giganti della letteratura mondiale (e anche della politica,...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Il presidente francese Sarkozy intende traslare le spoglie di Albert Camus nel <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Panth%C3%A9on,_Paris" target="_blank">Pantheon</a></strong>, dove vi sono i grandi di Francia. La notizia &egrave; in s&eacute; splendida, perch&eacute; Camus &egrave; davvero uno dei giganti della letteratura mondiale (e anche della politica, se si pensa al suo ruolo contro il tetro marxismo di Sartre e del Pcf).<br />Prima di Sarkozy, Chirac aveva organizzato la cerimonia di traslazione degli scrittori Andr&eacute; Malraux (1996) e Alexandre Dumas (2002). </p><p align="justify">L&#39;occasione offre lo spunto per una riflessione sul ruolo dell&#39;architettura nella vita sociale. Il Pantheon parigino &egrave; uno dei mille esempi del fatto che Parigi &egrave; stata la prima <em>Disneyland </em>del mondo, essendo stata modellata in larga parte a imitazione dell&#39;architettura classica di Roma imperiale. E in effetti il Pantheon di Parigi &egrave; una (brutta) copia del Panteon di Roma, come la piramide del Louvre &egrave; una brutta copia delle piramidi egizie... Forse Parigi ha avuto un ruolo cos&igrave; importante per gli italiani e gli americani proprio per il suo carattere iper-iconografico: a Parigi tutto &egrave; immagine e tutto &egrave; copia, dai tempi della monarchia e Napoleone fino a oggi.</p><p align="justify">Secondo aspetto: la iper religiosit&agrave; laica (derivata dal culto per le immagini) della Francia. Contrariamente a quanto si pensa, la Francia &egrave; una nazione religiosa, in senso greco-romano.<br />Rientra in ci&ograve; il culto della personalit&agrave; intellettuale (o militare come a Les Invalides, dove giace Napoleone). Nel Pantheon tra gli altri vi sono Voltaire, Rousseau, Victor Hugo, &Eacute;mile Zola, Jean Moulin, Marie Skłodowska-Curie, Louis Braille, Jean Jaur&egrave;s e Soufflot, l&#39;architetto che l&#39;ha costruito. E&#39; giusto riconoscere a questi grandi un tributo speciale, perch&eacute; costituiscano un modello per le nuove generazioni. Ma&nbsp; costituire una <strong>necropoli dell&#39;eccellenza</strong> (parliamo di semidei reali) lascia da pensare sul difficile rapporto tra la Francia e la cultualit&agrave;.<br />Ecco la cerimonia voluta da Chirac per Alexandre Dumas:<br /><font size="1"><br />On 30 November 2002, in an elaborate but solemn procession, six Republican Guards carried the coffin of Alexandre Dumas (1802-1870), the author of The Three Musketeers, to the Panth&eacute;on. Draped in a blue-velvet cloth inscribed with the Musketeers&#39; motto: &quot;Un pour tous, tous pour un&quot; (&quot;One for all, all for one,&quot;) the remains had been transported from their original interment site in the Cimeti&egrave;re de Villers-Cotter&ecirc;ts in Aisne, France. In his speech, President Jacques Chirac stated that an injustice was being corrected with the proper honoring of one of France&#39;s greatest authors.<br /><br /></font> In fondo &egrave; l&#39;inversione esatta del <em>Sic transit gloria mundi</em>.<br />Il tentativo illuminista ci suggerisce che la <em>ethica gloria mundi</em> non transita affatto. Lo sapevamo gi&agrave; fin dai tempi antichi: il mondo non ha bisogno di Pantheon, ma di nuovi Albert Camus. Le ossa della letteratura sono i lettori, e la sua carne &egrave; la parola.</p><p align="justify"><img src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/53/Pantheon_paris.jpg/220px-Pantheon_paris.jpg" border="0" width="220" height="161" /></p><p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/albert-camus-al-pantheon-di-parigi.html#comments">Commenta &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Esteri</category><category>cultura</category><category>esteri</category>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:21:32 +0100</pubDate>
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		<title>Processo Fidenato - Inps, rinvio a gennaio</title>
		<description><![CDATA[Rinvio della discussione nel merito al 28 gennaio 2010. Questa &egrave; stata la decisione del Tribunale del lavoro di Pordenone relativamente alla causa riguardante Giorgio Fidenato ed Agricoltori Federati.Come abbiamo gi&agrave; scritto su Libertiamo.it, i legali di Fidenato hanno chiesto...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Rinvio della discussione nel merito al 28 gennaio 2010. Questa &egrave; stata la decisione del Tribunale del lavoro di Pordenone relativamente alla causa riguardante Giorgio Fidenato ed Agricoltori Federati.<br />Come abbiamo gi&agrave; scritto su <a href="http://www.libertiamo.it/" target="_blank"><strong>Libertiamo.it</strong></a>, i legali di Fidenato hanno chiesto al giudice di sollevare l&#39;eccezione di costituzionalit&agrave; circa il suo ruolo di sostituto d&#39;imposta per conto dello Stato nei confronti dei suoi dipendenti (<strong>ai quali dal mese di gennaio di quest&#39;anno l&#39;imprenditore versa lo stipendio lordo in busta paga</strong>), in quanto - a loro avviso - fungere da sostituto d&#39;imposta per lo Stato &egrave; un&#39;obbligazione in contrasto con i principi della Costituzione.<br />&quot;Ci aspettavamo il rinvio  - ha commentato  Fidenato, raggiunto telefonicamente da Piercamillo Falasca - non credo che ora ci saranno altre udienze istruttorie, il giudice ha in mano tutti gli elementi per arrivare ad una decisione&quot;.<br />Insieme al rinvio,<strong> il Tribunale del lavoro ha sospeso l&#39;esecutivit&agrave; delle cartelle esattoriali che l&#39;Inps aveva inviato all&#39;imprenditore. </strong>Sul punto, Fidenato non ha celato la sua soddisfazione: &quot;E&#39; un elemento essenziale, il giudice si &egrave; reso conto che non c&#39;&egrave; stato alcun illecito e che Agricoltori Federati ha effettivamente versato tasse e contributi ai dipendenti. La nostra iniziativa continua&quot;.<br />Vedi <a href="http://www.movimentolibertario.it/home.php" target="_blank"><strong>altre info su Movimento Libertario</strong></a> .<br />QUI il discorso di Fidenato all&#39;assemblea radicale: </div><div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="400" height="300"><param name="height" value="300" /><param name="width" value="400" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7667910&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" height="300" width="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7667910&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1"></embed></object></div><p><a href="http://vimeo.com/7667910">Giorgio Fidenato, Congresso di Radicali Italiani, Chianciano novembre 2009</a> from <a href="http://vimeo.com/user2063232">z3ruel z3ruel</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p><p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/processo-fidenato-inps-rinvio-a-gennaio.html#comments">Commenta &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Politica</category><category>politica</category>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 17:18:47 +0100</pubDate>
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		<title>Guanaca -blogtelling- 4</title>
		<description> Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 st1\:*{behavior:url(#ieooui) } /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} Le precedenti puntate sono sul...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<!--[if gte mso 9]><xml>     Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4   </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml>     </xml><![endif]--><!--[if !mso]><div   classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id=ieooui></div> <style> st1\:*{behavior:url(#ieooui) } </style> <![endif]-->  <!--[if gte mso 10]> <style>  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]-->  <p align="justify"><em><font size="1">Le precedenti puntate sono sul blog -sotto il tag &quot;Letteratura&quot; o nelle pagine di archivio a partire dal 16 novembre.</font></em><br /><br />Il primo dicembre, in occasione di una manifestazione con sciopero generale, si erano radunati a Guanaca cinquantamila studenti e lavoratori aderenti al partito DL (<em>Democrazia e Libert&agrave;</em>).</p><div align="justify">  </div><p align="justify">Il corteo part&igrave; dalla piazza del Municipio diretto in piazza Calvados, a circa mezzo chilometro dalla sede del governo. I manifestanti erano fronteggiati da militari e dalla polizia. Gli slogan si scagliavano contro il governo, presieduto -a loro parere- da una &quot;maschera rossa su un corpo fascista&quot;, cio&egrave; da un ladro che rubava in &quot;nome del popolo&quot;. In coda al corteo qualcuno rovesci&ograve; un paio di cassonetti della spazzatura e lanci&ograve; sassi contro le vetrine degli uffici della massima industria guanachese, una fabbrica di trattori che recentemente era stata traslata in Cina, grazie al supporto del presidente F&eacute; d&#39;Ostiani, che si era alleato con i governanti di quella nazione sperando di cavare almeno un ragno dal perenne buco finanziario della sua insaziabile bulimia. <br /> Negli anni precedenti i salari dei lavoratori guanachesi erano stati elevati al quadrato dalle politiche filo-proletarie di F&eacute; d&#39;Ostiani. A ogni aumento salariale si erano svolte manifestazioni di appoggio al governo in piazza Calvados, con musiche, elargizioni di gadget, danze, distribuzione di libri del presidente e trombe della rivoluzione fedostianista.<br /> Epper&ograve; ognuna di quelle abnormizzazioni salariali era costata alle finanze guanachesi cifre che esasperavano gli economisti e i matematici del paese. <br /> Cos&igrave; ogni volta si era dovuto rimediare al dissesto dovuto all&#39;aumento dei salari elevando al cubo il costo della vita. Ma l&#39;aumento dell&#39;inflazione aveva come sottoprodotto l&#39;aumento delle &nbsp;manifestazioni di protesta contro il governo, sempre in piazza Calvados, il che serviva a ridar forza alle forze dell&#39;opposizione, che sapeva benissimo pilotare il popolo con musiche, gadget, libri e trombe della rivoluzione. </p><div align="justify">  </div><p align="justify">Pertanto laudi e ludibrio si succedevano a ritmo binario con regolarit&agrave; asfissiante, e si noti bene che ogni volta si trattava sempre della stessa folla a plaudire o condannare il premier con dichiarazioni pubbliche d&#39;amore o fischi astronomici che emulavano per decibel lo starnazzio dei galli notturni. </p><div align="justify">  </div><p align="justify">Risultava difficile uscire da quella situazione. La nazione veniva definita dai popoli confinanti il <em>Paese delle Due facce</em>, oppure il <em>Paese che ha perso la faccia</em>, oppure il <em>Paese delle decisioni revocabili</em>, in ricordo delle frasi pronunciate a Roma da Benito Mussolini il giorno della dichiarazione di guerra.</p><div align="justify">    </div><p align="justify">&nbsp;Proprio di questo stavano discutendo Longinotti e il suo amico Eleuterio, sfilando nelle vie del centro. Eleuterio Cerisola era un quarantenne disoccupato, dal girovita ampio e dallo sguardo goffo, se non proprio intimidito. Si era laureato alla Facolt&agrave; di agraria col minimo dei voti, e da quel momento aveva preso a perlustrare i <em>job center</em> nazionali vestito con un greve cappotto a quadretti, munito di occhiali e di un cespuglio di capelli indisciplinati. Aveva un pregio indubbio, che consisteva in un eloquio instancabile e in un&#39;immaginazione sfrenata, resa pi&ugrave; acuta dai mesi trascorsi nell&#39;inania e nell&#39;inedia, ma queste due doti non erano bastate a penetrare le resistenze del mercato del lavoro guanachense nei confronti della sua persona.</p><div align="justify">  </div><p align="justify">&quot;Fare cortei non serve a niente...&quot; stava dicendo Longinotti.</p><div align="justify">  </div><p align="justify">&quot;Magari serve a corteggiare le ragazze&quot; prov&ograve; a precisare l&#39;amico, per non scivolare nella malinconia. </p><div align="justify">  </div><p align="justify">Intanto la polizia aveva bloccato l&#39;accesso a piazza Calvados, con la scusa che non c&#39;era pi&ugrave; spazio per tutti i manifestanti. Erano lontani un paio di chilometri dalla testa del corteo e si sentivano stanchi e assetati, perci&ograve; andarono a sedersi attorno a un&#39;aiola e si misero a bere dell&#39;acqua. Arriv&ograve; l&#39;eco di una sparatoria, da una strada laterale. Si allungarono sull&#39;erba e in questo modo riuscirono a evitare di essere travolti dalla gente in fuga. Gli spari cessarono e i due amici si rialzarono, rendendosi conto con uno sguardo che nell&#39;agguato erano morti un poliziotto e due manifestanti, mentre i feriti erano decine.</p><div align="justify">  </div><p align="justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp; I colpi erano stati sparati da uomini in borghese, nascosti dietro le auto, che poi erano fuggiti approfittando della confusione e delle urla. Eleuterio e Longino per&ograve; non erano fuggiti e non erano rimasti bloccati dalla paura, e anzi si erano lanciati all&#39;inseguimento degli assassini, a mani nude e senza pensare al pericolo.<br />(<em>Segue domani</em>)</p><div align="justify">  </div><p align="justify">&quot;Sono poliziotti in borghese al servizio di F&eacute; d&#39;Ostiani... Sai come andr&agrave; a finire? - disse Cerisola- ...La stampa dir&agrave; che siamo stati noi a sparare, e in questo modo riusciranno a chiudere per sempre la bocca all&#39;opposizione&quot;. Poi si gir&ograve; verso la strada principale, dove regnava un silenzio irreale e grid&ograve; agli altri Venite con noi, dobbiamo prendere gli assassini. Quattro o cinque manifestanti si riscossero e, quando videro che nessuno si preoccupava di bloccarli e che dalla strada laterale non arrivavano altri proiettili, si decisero a seguirli. </p><div align="justify">  </div><p align="justify">I cecchini facevano parte di una milizia paramilitare, che trovava rifugio in una caserma semiabbandonata, in periferia. Controllavano tutto il territorio nazionale con squadre armate, e percorrevano la Guanaca travestiti da gang di motociclisti. Tutti sapevano che si trattava uomini del presidente, ma nessuno osava dire nulla contro di loro, e di conseguenza ogni settimana moriva un oppositore oppure un imprenditore che non voleva svendere la propria azienda ai prestanome di F&eacute; d&#39;Ostiani. Morivano anche giornalisti, scienziati e intellettuali, additati dai giornali come &quot;venduti agli americani e agli europei&quot;. Tutti sapevano che si trattava di omicidi politici, ma poich&eacute; i miliziani avevano l&#39;apparenza dei teppisti delle pandillas e della mara Salvatrucha del centroamerica, nessuno aveva possibilit&agrave; di risalire ai mandanti. Contraddistinti da tatuaggi col numero 666 della Bestia dell&#39;Apocalisse, sparavano e rapinavano, ma la magistratura e la polizia ogni volta spergiuravano che si trattava di delitti comuni. </p><div align="justify">    </div><p align="justify">&nbsp;I cecchini erano arrivati in una piazza semideserta, dove li aspettavano tre auto. La prima si allontan&ograve; subito, ma restavano le altre due. &quot;Prendete delle pietre!&quot;, grid&ograve; Eleuterio e Longinotti lanci&ograve; un sasso contro l&#39;autista della seconda auto, che stava gi&agrave; allontanandosi. Manc&ograve; la mira, dall&#39;auto part&igrave; un&#39;altra scarica di colpi e un ragazzo cadde per terra ferito. &nbsp;Cerisola cap&igrave; che i suoi compagni erano impreparati a sostenere uno scontro con gli uomini del presidente e and&ograve; da solo verso la macchina ancora ferma con un sasso in mano. Lo lanci&ograve; attraverso il finestrino rimasto aperto e riusc&igrave; a colpire &nbsp;l&#39;autista a una tempia. L&#39;auto and&ograve; a finire su un palo e le ruote restarono bloccate dalle lamiere e dal parafango. I miliziani furono costretti a uscire dall&#39;auto con le armi in pugno, ma non potevano abbandonare l&#39;autista svenuto, perch&eacute; quest&#39;ultimo avrebbe potuto confessare, nonostante gli appoggi di cui godevano presso la magistratura. Gli spararono, ma senza colpirlo a morte. Quando Cerisola e gli altri raggiunsero l&#39;auto abbandonata, si resero conto che era vivo, anche se dalla nuca e da una spalla usciva del sangue. Si form&ograve; una folla di un centinaio di persone &quot;C&#39;&egrave; un medico tra voi?&quot;, grid&ograve; Longino. Ammazziamolo! urlavano invece gli altri. &quot;Stupidi! Non capite che se lo uccidiamo ci scaviamo la fossa da soli?&quot; disse Eleuterio. A quel punto si fece avanti un ragazzo &quot;Sono uno studente di Medicina&quot;, confess&ograve;. Non ce ne frega della laurea..., dissero gli altri, e allora il ragazzo and&ograve; a cercare qualcosa per fasciare le ferite dell&#39;uomo. </p><div align="justify">    </div><p align="justify">&nbsp;Nella strada del corteo la polizia stava sparando lacrimogeni e fucilate in aria, un elicottero sorvolava la zona, le ambulanze cominciavano a portare via i corpi dei caduti mentre i feriti venivano accompagnati in ospedale, in stato di arresto. La televisione aveva interrotto i programmi con una dichiarazione di F&eacute; d&#39;Ostiani che iniziava con queste parole: &quot;Per colpa dell&#39;opposizione gli oligarchi di Guanaca, servi del capitale, hanno corrotto lavoratori e studenti. I manifestanti hanno assalito i nostri i soldati e hanno sparato, colpendo alcuni loro compagni&quot;. </p><div align="justify">  </div><p align="justify">&nbsp;Il partito che si opponeva al premier fu sciolto d&#39;autorit&agrave;, con effetto immediato. F&eacute; d&#39;Ostiani rivolse un accorato appello alla comunit&agrave; internazionale, pubblicando una pagina a pagamento sull&#39;International Herald Tribune. Fece realizzare a tempo di record anche uno spot televisivo intitolato &quot;La democrazia &egrave; in pericolo&quot;, e lo mand&ograve; in onda a pagamento su Al Jazeera e Fox news.   <br /><font size="1"><em>(Segue domani su questo blog)</em></font></p><p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/guanaca-blogtelling-4.html#comments">Commenta &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Letteratura</category><category>letteratura</category>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 12:24:39 +0100</pubDate>
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		<title>X Factor 18 novembre</title>
		<description><![CDATA[&nbsp;Comincia Giuliano con la solita venatura soul, in Mi ritorni in mente. Ben eseguita ma &egrave; vero che manca di personalit&agrave;, variet&agrave; di stile e presenza scenica.Discorso simile anche per il Paul McCartney nostrano Silver, che se la cava a...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">&nbsp;Comincia Giuliano con la solita venatura soul, in <strong>Mi ritorni in mente</strong>. Ben eseguita ma &egrave; vero che manca di personalit&agrave;, variet&agrave; di stile e presenza scenica.<br />Discorso simile anche per il Paul McCartney nostrano Silver, che se la cava a stento con gli acuti di David Bowie, nella cover della sempre splendida <strong>Space Oddity</strong> (il <em>glam rock</em> va forte quanto il soul).<br />Le Yavanna hanno una voce perfetta, ma continuano a non piacermi sulla scena: sembrano le controfigure di maga Mag&ograve; di Disney, a volte, per come si muovono sul palco, e danno l&#39;impressione di fare musica New Age, invece di un buon <em>pop progressive</em>. Continuo a trovarle troppo fredde e poco &quot;rock&quot;. <br />Marco con <strong>Kiss </strong>di Prince giganteggia e mi permette di divertirmi con la mia fedele chitarra sul divano. Chapeau! (a lui, non a me).<br />Esce Paola, che ha cantato <strong>Estate </strong>dei Negramaro (bella, ma senz&#39;anima). <br /><br />Intervallo con le battute di Checco Zalone, che fa ridere con merito, visto che fa il comico vero, quello che non ha bisogno di sfottere i politici perch&eacute; se no non avrebbe battute...<br /><br />Coraggiosa la scelta de <strong>Il nostro concerto</strong>, selezionata da Morgan per Marco. Il coraggio non &egrave; certo quello di aver ricordato lo sfacelo che colp&igrave; Umberto Bindi (per omosessualit&agrave;, che in quegli anni non era certo un viatico per il successo, ma un viatico per la morte come artista, il che puntualmente successe).<br />Il coraggio &egrave; l&#39;aver tirato fuori dal cilindro un classico italiano poco eseguito, e molto &quot;violinistico&quot;. Marco per&ograve; si &egrave; salvato dalla trappola con la voce e col suo colore da glamour inglese, inoltre la canzone era -ed &egrave;- molto bella. Mara Maionchi si commuove, in ricordo di Bindi. <br /><br />Ritorna sul palco di X Factor 3 Damiano, che ha fatto uscire il suo primo singolo (con l&#39;aiuto del clan di Celentano?). Il pezzo si chiama <strong>Anima </strong>ed &egrave; comunque bello. Sa riuscir&agrave; a trovare la vena creativa ha delle chances: <em>Anima </em>fa il verso a Vasco Rossi, con una ritmica a volte reggae a volte rock.</p><p align="justify">&nbsp; Le Yavanna cantano <strong>Pazza Idea</strong> di Patty Pravo. Ottima scelta, buona esecuzione (grandi voci), i dubbi sono sul resto.<br />Silver esce dall&#39;inglese, e messo a confronto con la <strong>Donna cannone</strong>, esplode: non si ricorda le parole e la voce resta ferma al palo. Critiche pietose e pacche sulle spalle, il che vale non la bocciatura ma il passaggio di turno...<br />Giuliano si esibisce con <strong>Angel </strong>di Robbie Williams, pezzo troppo romantico e privo di&nbsp; di una forte linea melodica. Dovrebbe uscire invece rester&agrave;. Paola e le Yavanna si giocano l&#39;accesso alla semifinale, dopo una lettura sbagliata del verdetto del pubblico da parte di Facchinetti (che aveva letto male dando per escluso Silver) e Paola perde, esce. Gli altri quattro si giocheranno la semifinale col pezzo inedito, mercoledi prossimo.<br /><br />Consiglio di ascolto per la giornata (da sentire al volo su Youtube): Norah Jones. Io preferisco <strong>Sunrise </strong>e <strong>Don&#39;t know why</strong>. Sono bellissime... Ci sono anche gli spartiti per chitarra: <strong><a href="http://www.ultimate-guitar.com/tabs/n/norah_jones/sunrise_ver2_crd.htm" target="_blank">QUI&nbsp; </a></strong> e <a href="http://www.ultimate-guitar.com/tabs/n/norah_jones/dont_know_why_crd.htm" target="_blank"><strong>QUI</strong></a>.</p><p><img src="http://static.blogo.it/tvblog/Immagine115_04.png" border="0" width="350" height="257" align="absbottom" /></p><p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/x-factor-18-novembre.html#comments">Leggi i commenti (2) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Musica</category><category>musica</category><category>televisione</category>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 00:56:14 +0100</pubDate>
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		<title>Sì a estradizione di Cesare Battisti dal Brasile</title>
		<description><![CDATA[La Corte brasiliana ha deciso per il s&igrave; all&#39;estradizione (5 voti contro 4), ma l&#39;ultima parola spetta a Lula, il quale per&ograve; ha gi&agrave; anticipato che non cambier&agrave; la decisione dei magistrati. Preferisco astenermi da ogni commento duro. Certo la...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">La Corte brasiliana ha deciso per il s&igrave; all&#39;estradizione (5 voti contro 4), ma l&#39;ultima parola spetta a Lula, il quale per&ograve; ha gi&agrave; anticipato che non cambier&agrave; la decisione dei magistrati. <br />Preferisco astenermi da ogni commento duro. Certo la piet&agrave; umana la fa da padrone, in questo caso. Non solo per il condannato, ma per le sue vittime che non possono pi&ugrave; parlare, sia chiaro. Forse una parte di colpa va anche attribuita alla Francia di Mitterrand, che ha rinviato il giudizio sine die, cio&eacute; fino a oggi. Forse Battisti avrebbe fatto bene a fuggire in Colombia tra le Farc, se voleva la sicurezza di non essere pi&ugrave; raggiunto dalla giustizia italiana. Ora &egrave; nelle mani di Lula, e di Qualcun Altro.<br /><a href="http://www1.folha.uol.com.br/folha/brasil/ult96u654154.shtml" target="_blank"><strong>LINK. </strong></a> </p><p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/diretta-tv-su-estradizione-di-cesare-battisti-in-brasile.html#comments">Commenta &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Esteri</category><category>Politica</category><category>giustizia</category><category>esteri</category><category>giustizia</category><category>politica</category>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 18:59:05 +0100</pubDate>
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		<title>Politici, giù le mani dall'acqua!</title>
		<description><![CDATA[Il contrabbando di idee non ha mai fine.Mi meraviglio della meraviglia di un movimento politico (gli statalisti di destra e sinistra), che si sta dannando per il mantenimento dell&#39;acqua come servizio &quot;pubblico&quot;.Nulla di pi&ugrave; falso. L&#39;acqua deve essere privata, e...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[Il contrabbando di idee non ha mai fine.<br /><div align="justify">Mi meraviglio della meraviglia di un movimento politico (gli statalisti di destra e sinistra), che si sta dannando per il mantenimento dell&#39;acqua come servizio &quot;pubblico&quot;.<br /><strong>Nulla di pi&ugrave; falso</strong>. L&#39;acqua deve essere privata, e il suo utilizzo dev&#39;essere garantito a tutti, con un prezzo equo. Niente di pi&ugrave; e niente di meno. <br />Infatti <strong style="background-color: #ffcc00">l&#39;acqua non pu&ograve; appartenere alla politica, ma ai cittadini e alle loro imprese.</strong> <strong>E&#39; il connubio tra politica e monopoli privati a creare il danno</strong>. Null&#39;altro.<br /><br />Il movimento per l&#39;acqua &quot;pubblica&quot; sguazza male in maniera esemplare. Il caso citato, quello del <a href="http://forum.la7.it/Topic1110123-35-2.aspx" target="_blank"><strong>comune di Latina</strong></a>, dove la bolletta sarebbe aumentata del 300% dopo la &quot;cessione&quot; al monopolista Veolia, &egrave; sballato. In realt&agrave; si tratta -come in TUTTI i comuni italiani, inclusi quelli governati dai <strong>politici insurgenti-</strong> di un <strong>connubio </strong>tra un monopolista europeo e mondiale come la francese Veolia e la politica.<br /><br />E&#39; cos&igrave; dappertutto. Anche per le spese di bolletta si deve fare attenzione. Nel mio comune <strong>una bolletta da 60 euro in realt&agrave; costa soltanto 18 euro per consumo effettivo di acqua.</strong> Tutto il resto se ne va in infiniti balzelli, alcuni dei quali sono <strong>finti </strong>(gran parte delle tasse sulla mia bolletta se ne va per un depuratore fognario&nbsp; che in realt&agrave; non funziona), altri balzelli servono semplicemente a fare cassa.<br />Ricordo che l&#39;ambientalismo politicista invita a non &quot;sprecare&quot; l&#39;acqua. Ricordate l&#39;ex sindaco laburista di Londra, che non tirava l&#39;acqua del water per un giorno intero?<br />In realt&agrave; l&#39;acqua non va mai persa, visto che costituisce un ciclo. Piuttosto, per evitare le crisi idriche estive, e per permettere una migliore efficienza energetica, si dovrebbe creare un<strong> piano nazionale di bacini idroelettrici ed idrici.</strong><br />Creare ovunque piccoli bacini idrici &egrave; la scoperta dell&#39;acqua calda.<strong> Non serve aspettare l&#39;idrogeno: l&#39;acqua elettrica &egrave; gi&agrave; oggi la tecnologia pi&ugrave; efficiente</strong> e pi&ugrave; salutare.<br /> Perch&eacute; allora i &quot;politici&quot; non si ingegnano a creare bacini idrici ovunque? Servirebbero a creare <strong>energia elettrica</strong>, quando fosse possibile dare&nbsp; un&#39;estensione appena decente allo specchio d&#39;acqua, con un salto di pochi metri.<br />Servirebbero a <strong>climatizzare </strong>il territorio.<br />Servirebbero a migliorare il <strong>turismo</strong>, con possibilit&agrave; di fare bagni e canottaggio (in zone rese sicure).<br />Sarebbero utili <strong>riserve </strong>idriche nei mesi estivi.<br />Sarebbero un vicino punto di appoggio per gli elicotteri <strong>antincendi</strong>, nel caso di incendi boschivi.<br />Non costerebbe nulla <strong>raccogliere l&#39;acqua piovana invernale</strong>.<br /><br />E&#39; questa la rivoluzione dell&#39;acqua che si deve fare, se si vuole eliminare il vergognoso connubio tra politica e privati resi monopolisti dai politici. Altro che &quot;<em>Acqua pubblica</em>!&quot;... <strong>Si &egrave; mai visto uno slogan pi&ugrave; inane, stupido e suicida?</strong> Uno slogan che serve solo a prolungare e rinforzare il vero Moloch dei servizi essenziali e primari, che &egrave; proprio ed esattamente il connubio tra cattiva politica (il cos&igrave; detto &quot;pubblico&quot;) e le imprese che si legano al carrozzone degli enti locali, alla faccia dei cittadini. Pensate alle coop politiche che gestiscono la raccolta della spazzatura? Anche quello &egrave; &quot;pubblico&quot;.<br />P.S: Inoltre l&#39;acqua &quot;pubblica&quot; <a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/05/acqua-del-rubinetto-potabile-per-niente.html" target="_blank"><strong>non &egrave; potabile</strong></a>, troppo spesso.<br />P.P.S.: Lo spreco annuo del sistema idrico nazionale sarebbe <strong><a href="http://www.clandestinoweb.com/sondaggi-da-tutto-il-mondo/207966-acqua-studio-le-carenze-del-settore-idrico-costano-110.html" target="_blank">pari a 110 miliardi</a> </strong>...<img src="http://www.clubciclisticoeste.it/Sito/images/phocagallery/Foto%20Bacino.JPG" border="0" width="400" /><br /></div><p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/via-la-politica-dallacqua.html#comments">Leggi i commenti (2) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Politica</category><category>cronaca</category><category>politica</category>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 17:51:31 +0100</pubDate>
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		<title>Guanaca -blogtelling- 3</title>
		<description> Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 st1\:*{behavior:url(#ieooui) } /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} AURELIANO LONGINOTTI detto Longino dagli...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<!--[if gte mso 9]><xml>     Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4   </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml>     </xml><![endif]--><!--[if !mso]><div   classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id=ieooui></div> <style> st1\:*{behavior:url(#ieooui) } </style> <![endif]-->  <!--[if gte mso 10]> <style>  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]-->  <div align="justify">  </div><div align="justify">  </div><p align="justify">AURELIANO LONGINOTTI<br /> detto Longino dagli amici per via dell&#39;altezza -temperata a stento da una magrezza persistente- era nato sul Grande lago a nord della Guanaca, dove nascono fiumi impetuosi e decine di migliaia di pescatori e contadini vivono sotto montagne schizofreniche, vestite insieme di nevi e piante tropicali. Sulle cime pi&ugrave; alte &egrave; possibile sciare fino a valle. Sul lago invece la temperatura s&#39;addolcisce cos&igrave; tanto che l&#39;acqua fertilizza pesci e bagnanti, richiamati dai prezzi bassi e dall&#39;acqua limpida. Tra lago e montagna i sentieri si attorcigliano impervi tra foreste cupide di luce e vette dense di vertigo e caligo, finch&eacute; non scavallano dall&#39;altra parte, dove in basso smaramalda il mare in compagnia di un&#39;antologia di isole da dove provengono contrabbandieri gravidi di coca, sigarette, armi, tecnologia cinese, spaghetti italiani e vini francesi, perch&eacute; a Guanaca il commercio &egrave; colpito da nanismo, a causa delle&nbsp; tasse imposte dai governanti. A ovest la nazione &egrave; separata dal resto del continente da una catena montuosa everestina, col risultato che persino la lingua di Guanaca &egrave; completamente diversa da quelle dei paesi vicini. </p><div align="justify">  </div><p align="justify">Cresciuto nella regione lacustre, Longino si era immerso nello studio e nei film, memore di quella frase del Talmud secondo la quale il mondo si regge sull&#39;alito dei bambini che studiano. La sua cittadina non offriva molti vezzi, e i turisti che vi aeroplanavano avevano volti tanto dissimili tra loro da sembrare appartenenti a specie diverse. I nasi disegnavano iperboli o parabole imprevedibili. Gli occhi a volte erano mandorle, a volte erano simili a ostriche, in altri casi trasumanavano cos&igrave; da sembrare occhi di pecora oppure di lupo (i tedeschi e gli scandinavi), oppure occhi di caimano (parte dei guanachesi della capitale), mentre i concittadini di Longino -adusi a spennare il turistame per il tramite di ristoranti etnici, bed &amp; breakfast etici, vinerie antialcoliste, e carissime discoteche dove si danza con la musica di Vivaldi- erano quasi tutti provvisti di occhi da naja tripudians.&nbsp; Tutta quella sinfonia di voci, abiti e comportamenti che sciabordavano sul lago, gli aveva appeso al naso l&#39;uzzo di studiare i volti delle persone. Gi&agrave; da ragazzino si figurava come un famoso regista, quando acciuffava di sghimbescio il volto di una donna oppure quando raggiungeva cima Calvados, la vetta che dirime la nazione. Di l&agrave; verso nord osservava il mare e le isole, e verso sud la ridda di villaggi materni adimati attorno al lago, con le case che dall&#39;alto sembravano mitili bianchi e rossi che custodivano corpi, pensieri e desideri.</p><div align="justify">  </div><p align="justify">Dopo il diploma si trasfer&igrave; nella capitale, col sogno d&#39;incarnare i sogni adolescenziali. </p><div align="justify">  </div><div align="justify">  </div><div align="justify">  </div><div align="justify">  </div><div align="justify">  </div><div align="justify">  </div><div align="justify">  </div><p align="justify">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; IL SOLE<br />filtrava tra i finestrini e i passeggeri, accendendo i colori delle persone che affollavano il bus, in maggioranza studenti che tornavano da scuola. Longino insegnava da un paio di anni all&#39;istituto Guanacinema, una miniera di idee politico-creative finanziata dal governo da dove uscivano registi pronti a entrare nella tv di Stato per realizzare film che glorificavano la libera dittatura di Guanaca. Sorte simile aveva l&#39;Istituto nazionale della Libera Stampa (Inalis), che brillava soprattutto per essere una corporazione tanto enfia di belle parole quanto di banconote. Longino aveva studiato proprio alla Guanacinema e dopo il diploma aveva diretto con un certo insuccesso un paio di documentari e una decina di spot publicitari, lavori dei quali si vergogn&ograve; dopo aver superato la soglia dei trent&#39;anni di et&agrave;. Abitava in una stanza di periferia e ogni volta che prendeva l&#39;autobus per andare al lavoro giocava ancora a spiare le apparenze delle persone, immaginandole impegnata in ruoli e conversazioni da lui decisi. Un giorno, mentre percorreva il tragitto torpedonale, vide una ragazza dall&#39;apparenza normale, coi capelli raccolti attorno al capo e biondi.&nbsp; Lei si alz&ograve; quasi subito, dirigendosi verso l&#39;uscita. Si era accorta di essere osservata e alz&ograve; lo sguardo verso di lui, scoprendo gli occhi blu di Prussia. Scesero alla stessa fermata, Aureliano svolt&ograve; a sinistra e la ragazza and&ograve; dall&#39;altra parte, ma tornando a casa lui spingeva il passo a malincuore e nel sonno pens&ograve; a lei cercando di ricordare il suo volto. Ma l&#39;indomani l&#39;aveva gi&agrave; dimenticata. (<em>Segue</em> <em>domani</em>)</p>    <p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/guanaca-blogtelling-3.html#comments">Commenta &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Letteratura</category><category>letteratura</category>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 17:40:08 +0100</pubDate>
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		<title>Giustizia ingiusta: l'incredibile caso di Elisabeth Rochas</title>
		<description>Riporto questa nota di Davide, per Neoliberali Yahoogroups:Vorrei segnalare a tutti l&amp;#39;incredibile storia di Elisabeth Gaviria Rochas, una ragazza colombiana perseguitata per 15 anni dalla magistratura italiana perche&amp;#39; presunta collaboratrice del narcotrafficante colombiano Pablo Escobar, detenuta per danni nelle celle...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<em>Riporto questa nota di Davide, per Neoliberali Yahoogroups</em>:<br /><div align="justify">Vorrei segnalare a tutti l&#39;incredibile storia di <strong>Elisabeth Gaviria Rochas</strong>, una ragazza colombiana perseguitata per 15 anni dalla magistratura italiana perche&#39; presunta collaboratrice del narcotrafficante colombiano <strong>Pablo Escobar</strong>, detenuta per danni nelle celle italiane e poi risultata innocente... dopo dieci anni due mesi e sette giorni <img src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:NwN47m9bmgu7vM:http://www.kaosedizioni.com/gr_enzotortora.jpg" border="0" align="left" />(alla faccia dei processi brevi...) e dopo un tumore.<br /></div><p align="justify">Potete ascoltare la sua commovente storia raccontata <strong><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/290855" target="_blank">qui al congresso dei Radicali Italiani: LINK.</a></strong> </p><p align="justify">L&#39;intervento dura una decina di minuti ed e&#39; davvero toccante.<br />Sembra quasi di riascoltare Enzo Tortora...</p><p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/giustizia-ingiusta-lincredibile-caso-di-elisabeth-rochas.html#comments">Commenta &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>giustizia</category><category>giustizia</category>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 00:20:12 +0100</pubDate>
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		<item>
		<title>Guanaca -blogtelling- 2</title>
		<description> Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} Anche nell&amp;#39;Evo antico i galli della Guanaca...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<!--[if gte mso 9]><xml>     Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4   </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml>     </xml><![endif]-->  <!--[if gte mso 10]> <style>  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]-->  <p align="justify">Anche nell&#39;Evo antico i galli della Guanaca ruggivano con forza distruttiva, ogni volta che laceravano la luce del mattino. Nessuno sa perch&eacute; questi tronituanti bipedi cantino con simile accanimento, ormai gli abitanti di quelle terre si sono fatti una ragione di quella abnormit&agrave; genetica e ogni sera, prima di posare il capo sul cuscino, hanno cura di imbottire le orecchie con gomma o con ogni altro oggetto utile a inibire risvegli indesiderati. Amano dormire in pace, i guanachesi.<br /> Purtroppo i decibel dei galli hanno impedito un adeguato sviluppo turistico della nazione, che pure ha l&#39;innegabile privilegio di bagnarsi i piedi nel proficuo oceano che bagna le sue coste, recando in aggiunta sul capo un colbacco punteggiato di conifere e protuberanze rocciose. Se sorvolate la Guanaca con un aereo -o la esplorate con Google Earth-, vedrete anche ampie zone pianeggianti coltivate a riso, grano, ortaggi, piante da frutto, con i campi divisi in linee geometriche che neppure Euclide avrebbe immaginato tanto precise, cos&igrave; che sembra di vedere materializzato un testo di matematica, del quale i campi coltivati rappresentano la parte pi&ugrave; razionale, e le coste, i monti e i fiumi la parte frattale, caotica.</p><div align="justify">  </div><div align="justify">  </div><p align="justify">&nbsp;Caotico &egrave; pure il traffico, a Guanaca.</p><div align="justify">  </div><p align="justify">Negli ultimi decenni del &lsquo;900 la relativa ricchezza, l&#39;efficacia del sistema publicitario e gli incentivi del governo avevano fatto s&igrave; che ci fossero pi&ugrave; auto che automobilisti, pi&ugrave; moto che motociclisti, pi&ugrave; biciclette che ciclisti, sicch&eacute; il governo avvi&ograve; una serie di provvedimenti che sarebbero serviti, secondo i ministri, a civilizzare le strade e glorificare il pedoneggiamento per mezzo dei mezzi pubblici. Fecero costruire una quantit&agrave; di autobus di colore giallo, con orari improbabili, percorsi a boomerang e prezzi non del tutto bassi, col risultato che le strade risultarono ancora pi&ugrave; intasate e ipocinetiche, mentre i bus giravano vuoti, perch&eacute; i cittadini temevano di finire in qualche orrido urbano, smarrita la retta via, e inoltre non volevano dimostrarsi incapaci di pagare le pantagrueliche somme dovute alle compagnie petrolifere e alle assicurazioni che li rendono sovrani delle loro auto. La povert&agrave; a Guanaca &egrave; considerata un viluppo inestricabile e avvilente.</p><div align="justify">  </div><p align="justify">All&#39;inizio del nuovo millennio intervenne la rivoluzione energetica, e i governi presero a scongiurare gli elettori di utilizzare nuovi mezzi di trasporto, basati su energie alternative immaginate nelle scuole di pensiero. Cominciarono a dare il buon esempio gli uffici governativi, i comuni, gli ospedali, le organizzazioni non governative, i preti. Il risultato fu che, oltre a bus e macchine normali, cominciarono a circolare anche auto a biodiesel, a batteria, ibride, che costavano molto e funzionavano poco. E tutti se la presero con l&#39;endemica corruzione dei governi.</p><div align="justify">  </div><div align="justify">  </div><p align="justify">&nbsp;A Guanaca hanno inventato un neologismo per qualificare i politici in maniera pretercacolalica, li definiscono &quot;incapaciocrati&quot;. Soggetti a secoli di dominazione coloniale, i guanachesi sono risorti grazie alle politiche illuministe applicate per un paio di anni dal padre della patria che li rese liberi e autocefali. Parliamo del famoso Demetrio Calvados, un eroe cos&igrave; stimato che in Guanaca ancor oggi non c&#39;&egrave; casa o citt&agrave; priva di una traccia vivente di Calvados, vuoi in virt&ugrave; del nome assegnato ai neonati, alle strade o alle piazze, vuoi in virt&ugrave; di libri, quadri e monumenti che riguardano quell&#39;epoca felice e irripetibile.</p><div align="justify">  </div><p align="justify">In epoche pi&ugrave; recenti i guanachesi sono precipitati sotto il giogo di despoti tetragoni, il cui massimo rappresentante fu Pierduilio Costa, figlio di emigrati provenienti dall&#39;Italia, un uomo talmente &nbsp;prevenuto nei confronti del futuro da aver bloccato ogni progresso e industrializzazione del Paese. Il Costa aveva governato a lungo, fomentato a sopravvivere da un terrore ipocondriaco che lo rese schiavo degli antiossidanti e innamorato della moglie dottoressa in medicina, nonostante costei riunisse in s&eacute; un corpo sghimbescio, un volto da cinghiale, una pelle traversata da rughe come l&#39;isola di Pasqua dai venti, e una rapacit&agrave; da gazza che le inimic&ograve; il popolo pi&ugrave; delle relazioni &quot;potenzialmente sessuali&quot; -come scrissero i giornali d&#39;opposizione- con giovani ufficiali del corpo della guardia presidenziale.</p><div align="justify">  </div><p align="justify">Alla morte di Costa subentr&ograve; una primavera di riforme lunga un paio di settimane, tra crisi parlamentari e una serie di denunce e lotte per spartire il potere. Da questa fase Guanaca usc&igrave; con le ossa rotte e un fiume mai in secca di premier e amministratori incapaciocrati. I nostalgici di Pierduilio Costa definivano il nuovo corso Demodisgraz&igrave;a, con l&#39;accento sulla seconda i. </p><div align="justify">  </div><p align="justify">L&#39;ultimo tra questi despoti democratici era Carlo F&eacute; d&#39;Ostiani, ex colonnello dei paracadutisti. Costui, approfittando di una visita all&#39;estero del suo predecessore, lanci&ograve; una campagna di moralizzazione della vita pubblica e denunci&ograve; i nefasti di gran parte dei ministri e dei membri della Corte suprema, i quali si autoinfangavano da anni. Al ritorno in patria il vecchio presidente venne sfiduciato dal parlamento e F&eacute; d&#39;Ostiani si ritrov&ograve; al potere senza nemmeno essere stato eletto, grazie alle sue buone relazioni coi servizi segreti che gli avevano passato informazioni sui fanghi della casta al potere. </p><div align="justify">  </div><p align="justify">Nei primi anni di governo si preoccup&ograve; di elevare al quadrato il vangelo della moralit&agrave; pubblica e di elevare al cubo il silenziamento dell&#39;opposizione. Dopo di ci&ograve; fece promulgare una nuova legge costituzionale e Guanaca divent&ograve; la prima &quot;monarchia repubblicana&quot; al mondo, con F&eacute; d&#39;Ostiani proclamato presidente a vita, mentre il potere formale pass&ograve; a dei micro-premier da lui elevati agli altari della politica. L&#39;incoronazione avvenne in piazza Calvados davanti a centinaia di migliaia di cittadini festosi. Anche se la corona che venne imposta sul capo da un vecchio soldato tremante era un semplice cinto di alloro, l&#39;intera cerimonia cost&ograve; allo Stato un decimo delle entrate annuali, perch&eacute; i cittadini ottennero un bonus di mille di dollari a testa in onore dell&#39;intronamento.</p><div align="justify">  </div><p align="justify">Il governo dostianista fu caratterizzato dalla dilapidazione delle finanze pubbliche, ma questa non era una novit&agrave;, visto che avveniva anche in altre parti del mondo.<br /> Pi&ugrave; preoccupante il sostegno garantito a Guanaca dalle principali potenze, grazie alla scoperta di giacimenti di uranio e gas. </p>    <p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/guanaca-blogtelling-2.html#comments">Commenta &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Letteratura</category><category>letteratura</category>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:16:53 +0100</pubDate>
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		<title>Guanaca, romanzo blog - 1</title>
		<description><![CDATA[Spronato da Calamity Jane alias Paola Liberace, apro anch&#39;io una sezione del blog dedicata alla narrativa.Ogni giorno inserir&ograve; una parte di un testo &quot;in progress&quot;, il cui titolo &egrave; Guanaca. L&#39;esperimento si chiama &quot;blogtelling&quot;. Ogni allusione a eventi o fatti...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">Spronato da <a href="http://calamityjane.splinder.com/" target="_blank">Calamity Jane</a>  alias Paola Liberace, apro anch&#39;io una sezione del blog dedicata alla narrativa.<br />Ogni giorno inserir&ograve; una parte di un testo &quot;in progress&quot;, il cui titolo &egrave; <strong>Guanaca</strong>. L&#39;esperimento si chiama &quot;<em>blogtelling</em>&quot;.<br /> Ogni allusione a eventi o fatti avvenuti &egrave; verosimilmente inverosimile. <br /><br /><strong>La trama </strong><br />descrive una nazione immaginaria, la Guanaca, dove l&#39;immaginazione prende il potere in maniera dilettantesca con un signor Nessuno.</div><p align="justify">In parallelo un imprenditore di mezza et&agrave; abbandona le aziende per dedicarsi a migliorare il mondo. Decide di acquistare un&#39;isola e di trasformarla in un laboratorio scientifico per migliorare le coltivazioni. Crea le &quot;isole di energia&quot; da piazzare al di fuori delle acque territoriali.</p><p align="justify">Le vicende di questi due &quot;<em>caosboys</em>&quot; sono descritte con un taglio satirico, con una narrazione breve, senza respiro da romanzo.</p><p align="justify">Ne escono fuori guerre e truffe &quot;mediali&quot;, crociate alla ricerca di Dio, macchine per comunicare tramite la musica, telefoni telepatici, auto con motore a sodio metallico, guerre decise da false proiezioni di immagini sui campi di battaglia. Cronache della Grande Disillusione.</p><div align="justify">Ogni puntata sar&agrave; contrassegnata da un numero progressivo e dal tag <em>Letteratura</em>.<br />Segue il primo brano.<br /><img src="http://farm3.static.flickr.com/2589/4112881166_c7fffb2870_m.jpg" border="0" width="340" height="244" /></div><p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/guanaca-un-romanzo-blog-1.html#comments">Leggi i commenti (2) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Letteratura</category>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 18:28:36 +0100</pubDate>
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		<title>Il Brasile coopera con l'Iran sul nucleare</title>
		<description><![CDATA[L&#39;avevo detto che Lula &egrave; un fake....]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[L&#39;avevo detto che <a href="http://english.people.com.cn/90001/90777/90854/6815218.html" target="_blank"><strong>Lula &egrave; un fake</strong></a>.<p class="comments_info"><a href="http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2009/11/il-brasile-coopera-con-liran-sul-nucleare.html#comments">Commenta &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Esteri</category>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:32:53 +0100</pubDate>
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