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	<title>Crisis</title>
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	<description>Crisi sistemica e cambio di paradigma</description>
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	<copyright>Copyright 2010 Blogosfere</copyright>
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		<title>Dove sono gli aiuti per Haiti? In soggiorno.</title>
		<description><![CDATA[&nbsp;Che l&#39;organizzazione degli aiuti per Haiti fosse un casino inenarrabile si era gi&agrave; capito, anche se chi ha osato dirlo &egrave; stato internazionalmente (e nazionalmente) bacchettato. A distanza di quasi un mese di Haiti si parla sempre meno, forse per...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://crisis.blogosfere.it/images/haiticibo.jpg" border="0" alt="haiticibo.jpg" hspace="5" vspace="5" width="420" height="257" /></p><p>&nbsp;</p><p>Che l&#39;organizzazione degli <strong>aiuti per Haiti</strong> fosse un casino inenarrabile si era gi&agrave; capito, anche se chi ha osato dirlo &egrave; stato internazionalmente (e nazionalmente) bacchettato. </p><p>A distanza di quasi un mese di Haiti si parla sempre meno, forse per stendere un pietoso velo non sulle salme ma proprio sul <strong>caos</strong> in cui ormai si sguazza. I famigerati &quot;aiuti&quot;, inviati a tonnellate da tutte le nazioni del mondo, spesso non sono mai arrivati e <strong>giacciono inutilizzati</strong> nei posti pi&ugrave; impensati. Nei porti e negli aeroporti di Santo Domingo, ad esempio, ma anche <strong>nel soggiorno dei dipendenti delle ONG</strong> in USA, come racconta <a href="http://www.msnbc.msn.com/id/35273773/ns/world_news-haiti_earthquake/">MSNBC</a>.</p><p><em>Scatoloni di acqua in bottiglia e buste piene di jeans, pannolini e scatolette di tonno sono accatastati nel soggiorno di Ruth Estriplet a Miami. Ruth non riesce a trovare un modo per mandare tutto ad Haiti.</em></p><p>I problemi principali? <strong>Burocrazia</strong>, eccessive norme di sicurezza, colli di bottiglia nel trasporto e corruzione. E chi va ad Haiti riempie la propria valigia di bende e antibiotici, mentre il resto degli aiuti se ne sta a fare la muffa in attesa di un passaggio ponte. </p><p>Poi ci sono voci anche peggiori. I parenti degli haitiani vengono a sapere <a href="http://www.pacificfreepress.com/news/1/5571-ratcheting-up-the-genocide-in-haiti-blocking-aid-delivery.html">storie</a>  dell&#39;orrore: che montagne di cibo ed acqua sono lasciate a marcire in piena vista, appena dietro una rete o un recinto protetti dai soldati, mentre <strong>la gente muore di fame a pochi metri</strong>. Circolano anche buoni pasto falsi, e l&#39;ONU, per dare una lezione, ha <a href="http://english.aljazeera.net/news/americas/2010/02/20102934838813579.html">sospeso</a>  anche il poco cibo che fornisce. Si scopre anche che alcuni ospedali hanno <a href="http://news.yahoo.com/s/ap/cb_haiti_earthquake">avviato</a>  la pratica di chiedere <strong>soldi in cambio di medicine.<br /></strong></p><p>Intanto, <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gClZzQ5qv0PsfgmNLP7Wnl0gLhIw">arrivano</a>  le piogge primaverili sulla testa di un milione di senzatetto, e i bambini si ammalano. Vengono promesse <strong>le tende</strong>: chiss&agrave; se giungeranno in tempo, chiss&agrave; se giungeranno mai.</p><p>&nbsp;</p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/02/dove-sono-gli-aiuti-per-haiti-in-soggiorno.html#comments">Leggi i commenti (1) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Sprechi</category>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 18:17:36 +0100</pubDate>
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		<title>Ci stiamo giocando una Fiat al mese. Ma non sappiamo perchè.</title>
		<description><![CDATA[&nbsp;&nbsp;Secondo gli ultimi dati disponibili, i disoccupati sono aumentati del 3,8% rispetto al trimestre precedente, ovvero di circa 72.000 unit&agrave; in tre mesi. Quasi venticinquemila al mese. Pi&ugrave; o meno quanto gli occupati della Fiat.FORSE, sarebbe l&#39;ora di considerare come...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p><div style="text-align: center"><img src="http://www.artefatti.it/img/20090501_artefatti.jpg" border="0" alt="humour fiat" width="360" height="450" /></div><p>&nbsp;</p><p>Secondo <a href="http://www.asca.it/news-BANKITALIA__CALO_PARTECIPAZIONE_A_LAVORO_LIMITA_CRESCITA_DISOCCUPAZIONE-887368-ORA-.html">gli ultimi dati disponibili</a>, i disoccupati sono aumentati del 3,8% rispetto al trimestre precedente, ovvero di circa 72.000 unit&agrave; in tre mesi. Quasi venticinquemila al mese. Pi&ugrave; o meno quanto gli occupati della Fiat.</p><p>FORSE, sarebbe l&#39;ora di considerare come aiutare le industrie di questo paese, le ALTRE, non l&#39;INDUSTRIA. Anzi: FORSE sarebbe l&#39;ora di chiedersi come aiutare DAVVERO i lavoratori di queste industrie. Per far questo ci vorrebbe un piano sensato. per aver un piano sensato ci vorrebbero idee sensate. Per avere idee sensate bisognerebbe avere un quadro sensato della realt&agrave;. Per avere un quadro sensato della realt&agrave; bisognerebbe avere, ammettendo di avere le capacit&agrave; necessarie, delle informazioni sensate. Perche le informazioni siano sensate dovrebbero essere, prima di tutto, basate sui fatti, sulla realt&agrave;. Perche l&#39;informazione sia basata sulla realt&agrave; bisognerebbe che tornasse a fare il suo mestiere, ovvero informare. Per tornare a fare il suo mestiere bisognerebbe che qualcuno smettesse di fargli fare ALTRI mestieri. Disgraziatamente questi altri mestieri sono vitali ed insostituibili strumenti della lotta politica attuale. </p><p>In ultima analisi, le armi di disinformazione di massa, a causa del loro stesso fallout disinformativo, si&nbsp; ritorceranno contro coloro che le hanno evocate, per manifesta inefficienza delle politiche messe in atto. Purtroppo, PRIMA, faranno incommensurabili danni nella testa di tanti, troppi cittadini e, in ultima analisi, grazie alle loro scelte politiche, alla loro vita. </p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/02/ci-stiamo-giocando-una-fiat-al-mese.html#comments">Leggi i commenti (9) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Apocalypse now</category><category>Finanza</category><category>Vita quotidiana</category><category>politica</category>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 01:23:45 +0100</pubDate>
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		<title>Serra D'Aiello. Meglio nazisti che disoccupati.</title>
		<description><![CDATA[Qualche giorno fa, a proposito del petrolchimico di Gela, ricordavo quell&#39;orribile slogan &quot;meglio morti che disoccupati&quot;, lanciato dagli operai rimasti a casa quando l&#39;impianto fu chiuso causa tumori. Ho detto qualche volta come la penso riguardo alla mistica del posto...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://crisis.blogosfere.it/images/psichiatria1-thumb.jpg" border="0" alt="psichiatria1.jpg" hspace="5" vspace="5" width="250" height="171" align="left" /></p><p>Qualche giorno fa, a proposito del petrolchimico di Gela, <a href="http://petrolio.blogosfere.it/2010/01/petrolchimico-sui-tetti.html">ricordavo</a>  quell&#39;orribile slogan <strong>&quot;meglio morti che disoccupati&quot;</strong>, lanciato dagli operai rimasti a casa quando l&#39;impianto fu chiuso causa tumori. </p><p>Ho detto qualche volta come la penso riguardo alla <strong>mistica del posto di lavoro</strong>. Ad esempio <a href="http://crisis.blogosfere.it/2009/07/ripensare-il-lavoro-ripensare-la-disoccupazione.html">qui</a>: <em>Il disoccupato &egrave; stato finora persona invisibile, che striscia lungo i muri oppresso dalla propria vergogna e dal proprio senso di colpa. Nulla come la disoccupazione &egrave; stato causa di depressioni, ansie, persino tentati suicidi.</em></p><p>Il terrore di restare senza lavoro, terrore che va molto aldil&agrave; del problema di pagare l&#39;affitto e le bollette (lo dico per esperienza personale e ripetuta), conduce le persone a <strong>scelte dissennate e prive di qualsiasi raziocinio</strong>. L&#39;operaio che preferisce morire di tumore al rimanere disoccupato ne &egrave; un chiaro esempio: che ci fai col posto di lavoro, quando sei morto? &quot;Lo faccio per la famiglia&quot;, &egrave; in genere la risposta, come se un figlio preferisca <strong>un padre sottoterra</strong> al mangiare pane e cipolla.</p><p>Cos&igrave;, man mano che <strong>la crisi si acuisce</strong>, vedremo sempre pi&ugrave; scelte dissennate e persino crudeli, pur di non rimanere a terra. Come la scelta che hanno fatto gli abitanti di Serra D&#39;Aiello:</p><p><em>Quasi il doppio il numero dei dipendenti: padri, madri, figli assunti in blocco. Quasi tutti a Serra d&#39;Aiello avevano almeno uno o due parenti che lavoravano nella clinica. Senza specializzazioni mediche nella quasi totalit&agrave; dei casi. Era <strong>la Fiat di Serra d&#39;Aiello</strong>, il posto dove tutti trovavano lavoro.&nbsp; </em></p><p>Ne avrete sentito <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/05/news/clinica_serra_aiello-2201588/">parlare</a>, della &quot;clinica degli orrori&quot;. Quasi <strong>DUEMILA dipendenti</strong>, in una clinica per malati di mente che vivevano tra epidemie di scabbia e pidocchi, lesioni personali, botte, abbandono. Fino ad arrivare alle sparizioni nel nulla, decine di degenti scomparsi, e non si sa se per nascondere omicidi e morti sospette o addirittura per traffico d&#39;organi. </p><p>Un intero paese complice dell&#39;andazzo di questo manicomio a gestione regionale, <strong>un intero territorio attaccato a succhiare il sangue di vittime innocenti</strong>. Nessuno ha parlato, nessuno si &egrave; sognato di denunciare. Perch&eacute;? <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/cronaca/clinica-cosenza/clinica-cosenza/clinica-cosenza.html">Perch&eacute;</a>  &quot;avevano paura&quot;? Si, ma non al punto di rifiutare il posto fisso a torturare disabili; oppure, tale era l&#39;attaccamento a quei miseri quattro euro da chiudere occhi e orecchie, da far finta di non sapere, da tirare avanti <strong>complici di un orrore senza fine</strong> perch&eacute; &quot;dobbiamo pur pagare l&#39;affitto, pensare alla famiglia&quot;.</p><p>In fin dei conti, la pensiamo tutti cos&igrave; ormai. C&#39;&egrave; la crisi, il lavoro &egrave; sopra ogni cosa, meglio morti che disoccupati. Meglio nazisti, che disoccupati. </p><p>&nbsp;</p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/02/serra-daiello-meglio-nazisti-che-disoccupati.html#comments">Leggi i commenti (19) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.blogosfere.it/~ff/blogosfere-244?a=REDFqf8BgbI:RX0NXyX2wfg:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogosfere-244?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a>
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		<category>Medicina</category><category>Italia</category><category>lavoro</category>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 17:03:57 +0100</pubDate>
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		<item>
		<title>Defaults e Blade runners</title>
		<description><![CDATA[&nbsp;&nbsp;Una scena di &quot;Blade Runner&quot;.&nbsp;Brutta giornata, ieri, sui mercati finanziari, le borse europee hanno sfondato i supporti di medio/lungo termine di slancio, la fifa &egrave; tornata a galoppare, iene, sciacalli ed altri &quot;speculatori&quot; trotterellanti al seguito. Le virgolette sono d&#39;obbligo....]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p><div style="text-align: center"><img src="http://www.seanax.com/wp-content/uploads/2009/04/bladerunner.jpg" border="0" alt="blade runners" width="499" height="290" /></div><p>&nbsp;Una scena di &quot;Blade Runner&quot;.</p><p>&nbsp;Brutta giornata, <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Finanza/Borse-tonfo-di-Madrid-e-Lisbona-chiusura-in-profondo-rosso-per-le-europee_4276029993.html">ieri</a>, sui mercati finanziari, le borse europee hanno sfondato i supporti di medio/lungo termine di slancio, la fifa &egrave; tornata a galoppare, iene, sciacalli ed altri &quot;speculatori&quot; trotterellanti al seguito. </p><p>Le virgolette sono d&#39;obbligo. Le borse, sostanzialmente, sono da tempo, forse da sempre, il campo di battaglia SOPRATUTTO degli &quot;speculatori&quot;, il cui ultimo scopo &egrave; lo scalping che fanno sugli andamenti e sulle oscillazioni, piuttosto che la tenuta del sistema. Se i segnali convergono a rogne, rogne siano, con tanti saluti alla &quot;timida ripresa&quot;. </p><p>Nessuno stupore, quindi, visto che le rogne erano ampiamente segnalate, perfino sui media e sono quelle ben note: crisi finanziaria che si trasforma in crisi sistemica che peggiora la crisi finanziaria, strangolando i conti pubblici, il che distrugge la possibilit&agrave; di finanziamento delle banche centrali e quindi in ultima analisi di tutto il sistema di un dato Stato. Lo so, lo so che le cose non stanno ESATTAMENTE cos&igrave;. Resta il fatto che i conti pubblici sono in fuga ovunque e lo sono a ritmo accelerato. Certo: non tutti sono messi allo stesso modo, noialtri italiani abbiamo solo una crisi terminale del comparto industriale, delle istituzioni, dell&#39;istruzione, della ricerca, ma, a parte questo, siamo messi meglio di altri, sopratutto perch&egrave; finora siamo stati tenuti abbastanza fuori dai giochi ( mi fanno un po ridere, non da oggi, certi nostri banchieri che parlano della lungimiranza dei loro istituti).</p><p>Insomma: che la Grecia e la Spagna abbiano una situazione dei conti pubblici irridimibile <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=137593">ormai lo si dice chiaramente</a> , sia nei mercati finanziari che&nbsp; a livello istituzionale. Ci si sta preparando, in realt&agrave;, a fare terra bruciata tutto intorno ai nosti cugini mediterranei.</p><p>Da un momento all&#39;altro potrebbero essere messi in quarantena, fuori dall&#39;euro e/o&nbsp; sottoposti ai diktat severissimi del fondo monetario internazionale e della BCE, secondo il pi&ugrave; classico schema di &quot;shock economy&quot;, finora mai sperimentato appieno su un paese del &quot;nostro&quot; lato dell&#39;Europa. </p><p>La Spagna, sotto certi aspetti, &egrave; perfino messa peggio, perch&egrave; la disoccupazione continua ad aumentare, ad un ritmo di circa il 3% mese/mese ed ha raggiunto e superato il 20%, un livello da grande depressione, oltre il quale la stessa tenuta sociale di un paese viene posta in discussione.</p><p>La nostra classe politica, che rispecchia una elite di antichi rentier e ex-industriali decotti e tenuti artificialmente in vita non sapendo che pesci prendere, fa finta di nulla, compatta. Lo stile &egrave; il pi&ugrave; classico degli &quot;io speriamo che me la cavo&quot;.</p><p>Il bello &egrave; che anche gli Stati Uniti, mentre Wall Street disegna scenari catastrofici per questo o quel paese europeo ha parametri dei conti pubblici che sono, brutalmente, molto simili a quelli Greci.</p><p>Un rapido confronto?</p><p> 	<!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } 	--> 	 </p><p style="margin-bottom: 0cm">Grecia:</p> <p style="margin-bottom: 0cm">Deficit pubblico ( fine 2009) 12.7%</p> <p style="margin-bottom: 0cm">Debito pubblico (fine 2009) 113%</p> <p style="margin-bottom: 0cm">Tasso disoccupazione (fine 2009): 9.1%</p> <p>&nbsp;</p><p style="margin-bottom: 0cm">Usa:</p> <p style="margin-bottom: 0cm"><a href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/northamerica/usa/7130785/Barack-Obama-forecasts-record-US-deficit-of-almost-1-trillion.html">Deficit pubblico ( previsioni per 2010) 10.6% (35% del budget statale)</a></p> <p style="margin-bottom: 0cm">Debito pubblico (fine 2009) 90%</p> <p style="margin-bottom: 0cm">Tasso disoccupazione 9.8%</p><p style="margin-bottom: 0cm">Ed ecco la Spagna.... </p><p style="margin-bottom: 0cm"><br />Spagna:</p><p style="margin-bottom: 0cm">Deficit pubblico ( fine 2009)11.4%</p> <p style="margin-bottom: 0cm">Debito pubblico (fine 2009) 55.2%</p> <p style="margin-bottom: 0cm">Tasso disoccupazione (fine 2009) 19.8%</p><p style="margin-bottom: 0cm">Poi ci sarebbe il Portogallo....</p><p style="margin-bottom: 0cm">Deficit pubblico 9.3 % ...</p><p style="margin-bottom: 0cm">Insomma, avete capito: quando il deficit si avvicina alla soglia, forse solo psicologica forse qualcosa di pi&ugrave;, del 10% del PIL, cominciano a saltare gli equilibri e i mercati si inervosiscono.</p><p style="margin-bottom: 0cm">Gli USA faranno eccezione? Credo di no. I maggiori creditori del paese chiederanno, prima garbatamente e poi a gran voce RIFORME STRUTTURALI, un severo pinao di rientro etc etc.</p><p style="margin-bottom: 0cm">Proprio quello che gli USA, un paese che vive interamente sui debiti, non possono fare.</p><p style="margin-bottom: 0cm">Quindi? Beh, risponderanno picche. Magari con un certo qual infastidito nervosismo visto che la lezioncina gli verr&agrave; impartita, in primo luogo, dai loro poco fraterni amici cinesi.</p><p style="margin-bottom: 0cm">A questo punto si apriranno scenari di politica estera in vecchio stile, in cui al posto delle cannoniere sono le disponibilit&agrave; e le leve finanziarie ad essere schierate. I cinesi sono in grado, a differenza degli USA, di reggere un confronto duro, anche se la cosa dovesse avere un impatto disastroso in termini economici e sociali. La struttura dello stato essendo quella che &egrave;.</p><p style="margin-bottom: 0cm">In Usa anche solo a sentir parlare di tasse ai pi&ugrave; ricchi diventano compattamente idrofobi. Figuriamoci trasformarsi in un paese di risparmiatori...</p><p style="margin-bottom: 0cm">Tempi? Chi lo sa. La Storia ha una sua logica che &egrave; visible ma i tempi del suo dispiegamento sono, storicamente, POCO prevedibili. Il crollo dell&#39;Euro, tra parentesi, fa malissimo all&#39;economia USA (ed anche a quella Cinese, Giapponese, Indiana...). </p> <p>Sintesi finale:</p><p>Il rischio di default che viene ritenuto concreto per la Grecia, un piccolo paese, che potrebbe anche essere salvato per i capelli da una &quot;pelosa&quot; azione di salvataggio concertata e per la Spagna ( che invece potrebbe mettere a rischio la moneta europea) &egrave; MOLTO pi&ugrave; elevato per gli USA, semplicemente troppo grossi per essere salvati dal resto del mondo, in caso di crollo della fiducia, pi&ugrave; o meno pilotato. <strong>Obama non corre sul filo del rasoio. Ci pattina. Con i pattini da ghiaccio. </strong></p><p><a href="http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=861228">Qualcuno comincia ad accorgersene. </a> </p><p>&nbsp;</p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/02/la-grecia-vicino-al-default-la-spagna-non-sta-mica-tanto-bene-ed-io-speriamo-che-me-la-cavo.html#comments">Leggi i commenti (17) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Apocalypse now</category><category>Finanza</category><category>Vita quotidiana</category><category>politica</category>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 16:00:38 +0100</pubDate>
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		<title>Porci con le ali.</title>
		<description><![CDATA[PIGS, in inglese, significa &quot;porci&quot;. Bel nomignolo affibbiato dalla stampa anglosassone ai peones dell&#39;economia, quei mediterranei che amano tanto dipingere come degli sfigati poveracci. Portogallo, Italia, Grecia, Spagna. Ultimamente, alla paroletta si era aggiunta una ulteriore lettera I, PIIGS, per...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PIGS</strong>, in inglese, significa &quot;porci&quot;. Bel nomignolo affibbiato dalla stampa anglosassone ai peones dell&#39;economia, quei mediterranei che amano tanto dipingere come degli sfigati poveracci. <strong>Portogallo, Italia, Grecia, Spagna</strong>. Ultimamente, alla paroletta si era aggiunta una ulteriore lettera I, PIIGS, per includere anche quei miserabili degli irlandesi. C&#39;&egrave; persino una voce di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/PIIGS">Wikipedia.</a> </p><p>In Italia si tende a non menzionare tale divertente acronimo usato internazionalmente. Si sa, qui i porci sono sempre gli altri. Per&ograve;, stavolta, forse non abbiamo tutti i torti a pensarla cos&igrave;: scoccia un po&#39;, che mezzo mondo se ne stia ad aspettare la caduta dei porci mentre <strong>nasconde i propri stratosferici deficit sotto il tappeto.</strong></p><p>E inoltre, non siamo esattamente stati noi a ridurre la finanza globale al <strong>porcile</strong> in cui si ritrova a sguazzare. </p><p>&nbsp;</p><p><em>Ogni tanto alziamo lo sguardo attraverso la pioggia<br />          Chiedendoci a quale stronzo dare la colpa<br />          E stando in guardia dai maiali in volo</em></p> <div><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="425" height="344"><param name="width" value="425" /><param name="height" value="344" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tQ6ZshzY4Hg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" src="http://www.youtube.com/v/tQ6ZshzY4Hg&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"></embed></object></div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/02/porci-con-le-ali.html#comments">Leggi i commenti (17) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Finanza</category><category>finanza</category><category>Italia</category><category>video</category>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 11:52:11 +0100</pubDate>
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		<title>Energia elettrica: 100% da rinnovabili entro il 2037?</title>
		<description>Siamo tutti d&amp;#39;accordo sul fatto che le proiezioni troppo audaci dei trend attuali sono pericolose. Si parla del raggiungimento dei limiti fisici del pianeta quando trattiamo le previsioni nel settore petrolifero, del gas, del carbone, dell&amp;#39;oro, del nucleare e di...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img src="http://blog.blogosfere.it/blogs/crisis/images/eolico%20trends.jpg" border="0" alt="trends eolico" width="498" height="401" /></div><p>Siamo tutti d&#39;accordo sul fatto che le proiezioni troppo audaci dei trend attuali sono pericolose. Si parla del raggiungimento dei limiti fisici del pianeta quando trattiamo le previsioni nel settore petrolifero, del gas, del carbone, dell&#39;oro, del nucleare e di mille altre materie prime e dovremmo ignorare il fatto che anche le energie rinnovabili, sia pure abbondanti e rinnovabili NON sono infinite? E&#39; abbastanza intuitivo che, senza importanti &quot;breaktrough&quot;, senza salti di qualit&agrave; quantici nell&#39;efficienza e nei costi delle celle fotovoltaiche e dei generatori eolici, magari grazie allo sfruttamento dell&#39;energia eolica d&#39;alta quota, come con il <a href="http://crisis.blogosfere.it/2009/07/una-nuova-era-dellabbondanza-il-kitegen-ora-si-fa-sul-serio.html">kitegen</a>, satureremo, prima o poi, i siti migliori, quelli piu&#39; produttivi, con un rendimento decrescente delle nuove installazioni che <strong>far&agrave; diminuire il tasso di crescita.</strong></p><p>Resta il fatto che questo &egrave; impressionante, lo potete vedere nel <a href="http://www.wwindea.org/home/images/stories/worldwindenergyreport2008_s.pdf">World Wind Energy report</a> 2008, pubblicato a Giugno 2009.</p><p>Se la tendenza attuale potr&agrave; essere mantenuta potremmo arrivare, fatti due conti, a produrre il 100% dell&#39;energia elettrica attualmente consumata a partire dall&#39;eolico nel 2037. Questo ovviamente non succeder&agrave;, sia perch&egrave; comunque esisteranno quote di energia prodotte da fonti non rinnovabili, gas, carbone e nucleare, sia perch&egrave; anche il fotovoltaico crescer&agrave;, sia pure con velocit&agrave; inferiore.</p><p>Dobbiamo quindi prendere queste proiezioni estreme per quelle che sono: un modo per valutare le nostre potenzialit&agrave; ed inserirle in uno scenario futuro. E&#39; bene chiarire che, qualora arrivassimo a tanto, saremmo solo ad un terzo del cammino verso una societ&agrave; <strong>energeticamente sostenibile</strong> (all&#39;ingrosso gli altri due terzi dell&#39;energia che consumiamo ci servono per i trasporti e come &quot;calore&quot;). Quello energetico, a sua volta, &egrave; solo una parte, sia pure non piccola, del pi&ugrave; vasto problema di un <strong>ciclo chiuso delle materie prime</strong>, che a sua volta &egrave; un problema imprescindibile, quando si cerchi di concepire <strong>una economia sostenibile</strong>. Che a sua volta &egrave; solo una parte, sia pure essenziale, del <strong>VERO problema,</strong> ovvero quello di concepire e poi cercare di realizzare una <strong>societ&agrave; sostenibile</strong>. Su questo, ve lo dico per come la vedo, <strong>non siamo neanche all&#39;inizio</strong>. Gli scenari che si prefigurano, basati su un ritorno al ruralismo, localismo, etc etc, purtroppo, hanno il difetto di non prevedere come sistemare quel 60% abbondante di persone che in Italia non rientra, ne potrebbe rientrare, nello schema. La societ&agrave; avanzata &egrave;, prima di tutto, terziario, poi industria e solo marginalmente agricoltura. Per quanto si possa pensare e sperare, non &egrave; possibile invertire questo stato di cose, non senza prevedere uno sfoltimento drastico della popolazione, che, per le sue dimensioni, non potrebbe essere dolce. In ogni caso: se quello della produzione di energia elettrica &egrave; solo un problema fra i tanti non vuol dire che non sia vitale applicarsi alla sua risoluzione. Non vuol dire che non si debba valutare cosa pu&ograve; fare una crescita esponenziale, nel male e nel bene( quando applicata alle energie rinnovabili). Pensare di raggiungere un obbiettivo tanto grande in cosi pochi anni &egrave; azzardato, ma non impossibile. Per farcela bisogna capire che dall&#39;energia dipende il futuro delle industrie, efficienti o no, che siano. E quindi quello della maggioranza dei cittadini. Le vicende dell&#39;<strong>Alcoa di Porto Vesme</strong>, nella loro articolata complessit&agrave;, ci dimostrano quanto la cosa sia reale e concreta. Il resto di noialtri cittadini si porr&agrave; il problema solo quando i black out cominceranno ad essere frequenti e prolungati, l&#39;energia elettrica cara e sporadica, etc. etc.Per&ograve; non c&#39;e&#39; l&#39;obbligo che sia DAVVERO cos&igrave;. E&#39; tardi, per fare qualcosa, ma non &egrave; ancora TROPPO tardi. Il rapporto della <strong>WWEA</strong>, tra le tante cose, lo dimostra. </p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/02/energia-elettrica-100-da-rinnovabili-entro-il-2037.html#comments">Leggi i commenti (14) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Energia</category>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 01:23:45 +0100</pubDate>
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		<title>La Transizione possibile: a Fiesole si parte dai muretti</title>
		<description><![CDATA[&nbsp;Andrea Prosperi mi invia e volentieri pubblico, una lettera che descrive un esempio di cosa possono fare i cittadini quando si attivano e si organizzano in autonomia. Questa &egrave; esattamente la chiave del movimento delle Transition Towns . informarsi, fare...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p><div style="text-align: center"><br /></div><div style="text-align: center"><img src="http://www.traveleurope.it/guides/img/vetrine/big/firenze/zona_333_0.jpg" border="0" alt="fiesole" width="500" height="475" /></div><p>Andrea Prosperi mi invia e volentieri pubblico, una lettera che descrive un esempio di cosa possono fare i cittadini quando si attivano e si organizzano in autonomia. Questa &egrave; esattamente la chiave del <a href="http://transitionitalia.wordpress.com/"><strong>movimento delle Transition Towns</strong></a> . informarsi, fare gruppo, aggregarsi, discutere, identificare i problemi, decidere le priorit&agrave; ed agire, localmente in primo luogo, per poi raccontare la propria esperienza ad altre realt&agrave;, locali e non.</p><p>Ecco che quello che pareva un onere, un inutile &quot;sfizio&quot; necessario a mantenere un pittoresco retaggio di tempi andati, potrebbe diventare invece una opportunit&agrave; per imparare un lavoro e per aiutare la comunit&agrave; tutta.</p><p>Personalmente ritengo che i muretti, i terrazzamenti e le altre sistemazioni agricole lasciateci in eredit&agrave; dai nostri nonni, attualmente tutte in condizioni pi&ugrave; o meno precarie di salute, sono il primo e pi&ugrave; importante presidio del paesaggio, del suolo e dal rischio idrogeologico. Lo penso da tempi non sospetti. La mia tesi di laurea in geologia, pi&ugrave; di venti ani fa, si occupava, tra le altre cose, di valutare l&#39;influenza delle differenti sistemazioni agricole sul tasso di erosione e, per darvi un parametro, risultava, sperimentalmente, che un terrazzamento ad olivi permetteva di abbattere l&#39;erosione del suolo mediamente del 99.5%, il ruscellamento del 50%, il rischio idrogeologico del 200%...</p><p>Buona lettura. </p><p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Dopo le abbondanti piogge dell&#39;ultimo mese, numerosi muri a secco, molto frequenti nel nostro  territorio, sono crollati. In &nbsp;via Riorbico ne abbiamo contati almeno sei ,  anche in&nbsp; via Dupr&egrave;, ecc. ecc.&nbsp;&nbsp;</font>  </p><p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">La&nbsp;scarsa &nbsp;manutenzione, associata alla pioggia &egrave;  sicuramenta una delle&nbsp;&nbsp;cause .</font>  </p><p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Il  &nbsp;nostro gruppo propone, come contromisura al degrado del nostro territorio e del nostro paesaggio storico, di <strong>attivare una scuola rivolta ai  giovani per imparare le tecniche del restauro e della &nbsp;conservazione dei muri a  secco</strong>. Insegnanti&nbsp;potrebbero essere quelle persone anziane, ancora presenti sul  territorio che rappresentano con il loro &quot; Know how&quot; una particolare risorsa di  competenze e conoscenze.&nbsp;Il corso sarebbe rivolto specialmente ai giovani e  l&#39;istituzione del&nbsp;&nbsp;Comune potrebbe essere interessato a fornire ai privati che  lo richiedono, figure &nbsp;esperte nella costruzione o restauro di muri a secco&nbsp;  .</font>  </p><p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Questa sarebbe una nuova opportunit&agrave; di lavoro per alcuni  e un incentivo alla manutenzione del territorio per altri .</font>  </p><p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Come  ci risulta da colloqui con esperti in materia il procedimento potrebbe essere  questo:</font>  </p><p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">gli  elementi base sono sassi grossi per le fondazioni appena interrate, sassi posti  orizzontalmente con la faccia migliore a vista e con inserimento di brecce per  la loro stabilit&agrave;, pietrame di consolidamento interno fra il muro e la terra, di  nuivo grosse pietre orizzontali a copertura del muro. il muro deve avere una  pendenza del 10&nbsp;% verso la terra da contenere. Ultima operazione: compattare  bene il pietrame interno e riportare la terra a pari della testa del muro .Se il  muro supera il metro di altezza deva essere dotato di buche di  drenaggio.&nbsp;</font>  </p><p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">L&#39;esperienza &egrave; stata realizzata nel parco naturale Paneveggio a Trento tra le Pale  di S Martino a Predazzo ,la notizia &egrave; stata data dal programma di bell Italia  </font><a href="http://www.rai.tv/" target="_BLANK"><font face="Times New Roman">www.rai.tv</font></a><font face="Times New Roman"> sabato  9.1.2010 , l&#39;insegnante, 80 primavere ben portate, &egrave; il sig. Egidio Stefani.</font>  </p><p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Per  avere notizie rivolgersi all&#39;Ecomuseo di Vanoi presso Pale di S Martino.</font>  </p><p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Occorre aggiungere la riscoperta ed il recupero dei muri a secco attualmente in corso nel  Chianti in quanto importanti filtri per la pioggia bloccano il movimento della  terra verso il fondovalle e di conseguenza mantengono puliti i torrenti di  fondovalle , la produzione della viticultura risulta maggiore ecc. ecc. sembra  che in certi luoghi si stia proprio tornando a ricostruire i muri come una  volta. </font> </p><p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Saluti, </font></p><p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Gruppo Naturalistico Valle del Mugnone.&nbsp;  Andrea </font><font face="Times New Roman">Prosperi</font> </p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/02/la-transizione-possibile-a-fiesole-si-parte-dai-muretti.html#comments">Leggi i commenti (7) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Vita quotidiana</category>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 01:00:40 +0100</pubDate>
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		<title>Inquinamento: siamo ai filtri nasali.</title>
		<description>Notizia appena sentita al TG2: al Politecnico di Milano sono stati brevettati dei bei filtrini nasali usa e getta, che grazie ad uno speciale gel potranno essere usati per eliminare un bel quantitativo del particolato che, respirando, finisce nei nostri...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://crisis.blogosfere.it/images/noseplugs-thumb.png" border="0" alt="noseplugs.png" hspace="5" vspace="5" width="230" height="232" align="left" /></p><p>Notizia appena sentita al TG2: al Politecnico di Milano sono stati <a href="http://www.ilgiornale.it/milano/lotta_veleni_traffico_arriva_filtro_naso_che_uccide_linquinamento/cronaca_milano-inquinamento-traffico-gel-polveri_sottili/02-02-2010/articolo-id=418456-page=0-comments=1">brevettati</a>  dei bei <strong>filtrini nasali usa e getta</strong>, che grazie ad uno speciale gel potranno essere usati per eliminare un bel quantitativo del <strong>particolato</strong> che, respirando, finisce nei nostri polmoni.</p><p>Qualcuno potr&agrave; trovarla una buona idea, anche se <strong>arrendersi al disastro</strong> e limitarsi ad una blanda protezione personale significa gettare la spugna. A me, invece, la notizia ha fatto correre un brivido lungo la schiena: l&#39;avevo gi&agrave; letta, come spesso mi accade, in un racconto di fantascienza. Che immancabilmente, ci offre anche uno sguardo sugli ulteriori possibili sviluppi.&nbsp;</p><p>Si tratta di <em>&quot;L&#39;uomo in fuga&quot;</em>, di Stephen King (da cui &egrave; stato tratto un film cretino). Vi copio un brano, per capire meglio:</p><p><em>Di questo non parlano mai. Adesso il tasso di inquinamento a Boston &egrave; di venti, in una bella giornata. E&#39; come fumare quattro pacchetti di sigarette, solo respirando- Col brutto tempo, arriva anche a quarantadue. I vecchi muoiono dappertutto, in citt&agrave;. E sul certificato di morte ci scrivono: asma. Ma &egrave; l&#39;aria, l&#39;aria, l&#39;aria. E <strong>continuano ad inquinare</strong> pi&ugrave; che possono, con le ciminiere che vanno ventiquattr&#39;ore su ventiquattro.</em></p><p><em>Quei filtri da duecento dollari sono stronzate. Sono fatti con due pezzi di reticella e del cotone mentolato dentro. Tutto qui. I soli buoni sono quelli della General Atomics. E gli unici che possono permetterseli sono lorsignori. Ci danno la tri-vu per tenerci in casa, cos&igrave; crepiamo senza dare fastidi. Che te ne pare? Il filtro pi&ugrave; economico della GA costa seimila dollari. (...) Qualcuno potrebbe rubare un tesserino della biblioteca, e <a href="http://ilgiorno.ilsole24ore.com/milano/cronaca/2010/02/02/287911-dati_scomodi_sulla_salute.shtml">scoprire</a>  che il cancro ai polmoni &egrave; salito del settecento per cento.</em></p><p>Il racconto &egrave; del 1982. </p><p>&nbsp;</p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/02/inquinamento-siamo-ai-filtri-nasali.html#comments">Leggi i commenti (18) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Apocalypse now</category><category>inquinamento</category>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 13:36:33 +0100</pubDate>
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		<item>
		<title>Il Picco del nucleare, l'eolico, gli antichi, i moderni</title>
		<description><![CDATA[&nbsp;&nbsp;Abbiamo una classe di &quot;decisori&quot; antica. Non vecchia. Antica. Non si tratta di et&agrave; anagrafica ( pure, mediamente, veneranda) ma mentale, propositiva, conoscitiva, culturale. Sono fermi, quando va bene, agli anni &#39;70. Li chiamo &quot;decisori&quot; non casualmente. Chiamarli Governanti sembra,...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p><div style="text-align: center"><img src="http://www.euronuclear.org/info/encyclopedia/images/NPP-by-age-March-2009.gif" border="0" alt="picco del nucleare" width="450" height="282" /></div><p>&nbsp;</p><p>Abbiamo una classe di &quot;decisori&quot; antica. Non vecchia. Antica. Non si tratta di et&agrave; anagrafica ( pure, mediamente, veneranda) ma mentale, propositiva, conoscitiva, culturale. Sono fermi, quando va bene, agli anni &#39;70. Li chiamo &quot;decisori&quot; non casualmente. Chiamarli Governanti sembra, sinceramente, un eccesso di ottimismo e chiamarli politici, se uno ha mai letto un qualunque trattato, libello, saggio, sulla Politica, fine e mezzi, &egrave; addirittura offensivo. Per la Politica. </p><p>Ovvio, quindi, che quando ci sono da prendere decisioni strategiche per il nostro paese lo facciano in modo &quot;antico&quot;, ricercando soluzioni antiche. Una fra tutte: la fissa del nucleare, appalti, strutture e tutto il resto. Anche solo pensare al nucleare dimostra che siamo indietro. Indietro di ALMENO 30 anni. <a href="http://crisis.blogosfere.it/cerca/?search=nucleare">L&#39;abbiamo scritto</a>, certo. Ma sapete benissimo che una imagine vale pi&ugrave; di millantaparole.</p><p>Allora guardate bene il grafico in &quot;testa&quot; a questo post. Non &egrave; chiarissimo ma potrete vedere che il picco della costruzione di centrali nucleari &egrave;, con assoluta certezza, alle nostre spalle. Il massimo delle costruzioni si &egrave; avuto 20-25 anni fa, con un massimo secondario dieci anni prima, intorno alla met&agrave; degli anni&#39;70. Il massimo pi&ugrave; antico fu probabilmnte legato all&#39;entusiasmo per questa nuova ( allora) tecnologia, alla necessit&agrave; di produrre plutonio e comunque&nbsp; coprire gli enormi investimenti necessari per gli impianti di produzione dell&#39;uranio &quot;bomb grade&quot; e al vorticoso aumento della domanda elettrica di quegli anni.</p><p>Il picco nr 2, quello verificatosi intorno alla met&agrave; degli anni &#39;80, fu provocato, ovviamente, dal primo shock petrolifero di dieci anni prima e dimostra, su scala mondiale e sperimentalmente, quali sono i tempi di realizzazione di un impianto nucleare (in Italia, lo sappiamo, dovremmo moltiplicarli per 1.5, qualora si sia in una giornata di ottimismo cosmico o magari, pi&ugrave; realisticamente, per 2).</p><p><strong>Da 25 ANNI ASSISTIAMO AD UN CALO delle realizzazioni</strong> senza nessuna particolare inversione di tendenza. Attualmente vi sono <strong>56 reattori in costruzione </strong>in tutto il mondo <strong>per 52 GW di potenza complessiva</strong>. Molti andranno a sostituire impianti obsoleti e pericolosi, ma rimaniamo alle cifre proposte. Se consideriamo validi i dati ( dovremmo, perch&egrave; <a href="http://www.euronuclear.org/info/map-worldwide.htm">il sito</a>  da cui li ho tratti&nbsp; pare autorevole) allora dobbiamo considerare anche che alcuni impianti saranno prossimi alla conclusione dei lavori ed alcuni saranno stati appena iniziati. Pare ragionevole, quindi che questi 50 impianti in costruzione corrisponderanno ad un massimo di 5 impianti all&#39;anno allacciati per i prossimi dieci anni, in media. In ogni caso quelli saranno, nei prossimi dieci anni. dati i tempi tecnici, gi&agrave; sappiamo che nei prossimi dieci anni saranno allacciati in rete 52 GW di potenza nucleare. Questo &egrave;, come dicevo, un valore massimo, dato che nel contempo verranno chiusi molti impianti con quaranta e pi&ugrave; anni sul groppone. </p><p>Sappiamo anche benissimo che, nello stesso periodo, con ottime probabilit&agrave; verranno installati generatori eolici per una potenza complessiva ALMENO dieci volte maggiore. In realt&agrave;, <strong>solo nel 2010</strong>, potrebbero essere installati <strong>generatori eolici per oltre 40 GW di potenza</strong>, corrispondenti, in termini di energia prodotta ed immessa in rete a circa 8 GW di potenza continua, ovvero, in termini reali, circa il DOPPIO di quella producibile dagli impianti nucleari che, se tutto andr&agrave; bene, potranno essere allacciati nello stesso periodo. La crescita &egrave; esponenziale, come potrete <a href="http://www.wwindea.org/home/images/stories/worldwindenergyreport2008_s.pdf">vedere qui.</a> Il rapporto dice, sotto traccia, anche altre cose clamorose, che potrebbero perfino essere conservative e meritano un post apposta. Andiamo invece al sodo: quando si accorgeranno, questi ANTICHI figuri, che il business, le grandi opere ed il icemento potrebbero pi&ugrave; utilmente essere concretizzati da una wind farm, possibilmente offshore, possibilmente appena fuori vista dalla costa ed appena dentro le acque territoriali? Ovviamente ci sono ottimi investitori, loro certo non antichi ma anzi modernissimi ed efficienti che<a href="http://eftorsello.wordpress.com/2009/08/18/il-business-delleolico-dagli-arresti-in-sicilia-alle-bombe-in-puglia/"> l&#39;hanno capito</a>. Ma, domandina, se questo prova il lato commerciale del business, <strong>perch&egrave; dovremmo</strong> <strong>lasciarglielo necessariamente gestire?</strong>  </p><p>Danno ambientale? Impatto ambientale? Non nulli, poco ma sicuro. </p><p>Vogliamo discutere delle alternative non rinnovabili attuamente evocate dai piani energetici nazionali, oppure, come credo tra persone mediamente ragionevoli, basta evocarle, senza tirare fuori i numeri? </p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/02/il-picco-del-nucleare.html#comments">Leggi i commenti (15) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 12:02:17 +0100</pubDate>
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		<title>Troppi nel pollaio.</title>
		<description><![CDATA[E&#39; stata una decisione difficile, ma penso che stiamo facendo la cosa giusta: con i tempi che corrono &egrave; impossibile tirar su 4 figli...&nbsp;...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://crisis.blogosfere.it/images/gallinagallo-thumb.jpg" border="0" alt="gallinagallo.jpg" width="420" height="342" /></p><p><em>E&#39; stata una decisione difficile, ma penso che stiamo facendo la cosa giusta: con i tempi che corrono &egrave; impossibile tirar su 4 figli...</em></p><p>&nbsp;</p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/01/troppi-nel-pollaio.html#comments">Leggi i commenti (9) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>popolazione</category>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 18:51:18 +0100</pubDate>
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		<title>Il retrofit elettrico: parte il mail bombing. Ci date una mano?</title>
		<description><![CDATA[&nbsp;Come i nostri lettori pi&ugrave; affezionati ricorderanno, per i pi&ugrave; pigri consiglio questo riassunto, insieme ad un piccolo gruppo di amici sono stato e sono promotore di un movimento ( oltre che di una minuta associazione) che promuove il retrofit...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p><p><img src="http://www.eurozev.org/Cinquino2.jpg" border="0" alt="raffronti" width="324" height="449" align="left" />Come i nostri lettori pi&ugrave; affezionati ricorderanno, per i pi&ugrave; pigri consiglio <a href="http://crisis.blogosfere.it/cerca/?search=cinquino">questo riassunto</a>, insieme ad un piccolo gruppo di amici sono stato e sono promotore di un movimento ( oltre che di una minuta associazione) che promuove il <strong>retrofit elettrico</strong> delle auto esistenti, da euroqualchecosa a zev, zero emission vehicles, da cui la sigla della associazione, <strong><a href="http://blog.blogosfere.it/mte/www.eurozev.org">eurozev</a></strong>. Abbiamo tentato diverse volte di cambiare la normativa del nostro paese, che impedisce questo genere di trasformazioni, in ultimo cercando di inserire un nostro emendamento ad una legge cosidetta &quot;pro tuning&quot;, nata per liberalizzare le trasformazioni dei veicoli esistenti prevalentemente per incrementarne le prestazioni e favorire il vasto sottobosco di aziende piccole e medie che lavorano nel settore delle elaborazioni delle auto di serie.</p><p>Il disegno di legge <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=1737&amp;tab=1&amp;leg=16">n 1737 Pro-tuning</a> , detto <strong>Minasso-Lulli</strong> dal nome dei due primi firmatari e propositori, era stato discusso e poi approvato, a Luglio 2009, inserito in un pi&ugrave; vasto pacchetto sulla sicurezza stradale da cui &egrave; stato stralciato, cosi riprendendo da capo l&#39;iter parlamentare, con il nuovo numero di assegnazione, diventando in questo il <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=2865">disegno di legge n. 2865.</a></p><p>Il cammino, che pareva quasi finito, si prospetta lungo, anche perch&egrave;, <a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=2865">potrete verificarlo qui,</a>  non risulta ancora assegnato a nessuna commissione per la discussione, prima di essere presentato in aula per la votazione.</p><p>Cos&igrave; stando le cose si riapre una possibilit&agrave;, per noi del retrofit elettrico, che &egrave; quella di <strong>fare inserire un iter particolarmente facilitato ed abbreviato</strong> per le modifiche dei veicoli che comportino un taglio delle emissioni e in particolar modo per quelle che prevedano <strong>un azzeramento delle stesse</strong>. Ho provato a scrivere alle segreterie dei partiti ed a quelle dei due deputati ma ho ricevuto poca attenzione. Propongo, quindi di <strong>scrivere una lettera aperta</strong>, che riassuma la questione e la nostra proposta di emendamento chiedendo <strong>ai due deputati </strong>di inserirla nella bozza di discussione.</p><p>Questa volta vi chiedo di fare un copia/incolla della lettera medesima e di inviarla, tramite e-mail agli indirizzi delle segreterie dei due parlamentari che troverete in calce alla mail. Vediamo se, ricevendo centinaia o magari migliaia di mail con lo stesso oggetto, qualcuno segnaler&agrave; alla cosa ai diretti interessati.</p><p><a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=2865">ecco qui </a> il nuovo disegno di legge 2865 di minasso e lulli</p><p>Di seguito la lettera da copia incollare agli indirizzi dei due parlamentari</p><p>Eugenio Minasso (pdl) segreteria@eugeniominasso.it <span class="text">fax 0183.295899</span></p><p>Andrea Lulli (PD) lulli_a@camera.it lulliandrea.lulli@andrealulli.org a.lulli@andrealulli.it</p><p>Fate girare tra gli amici, su Facebook, su Twitter, nei forum...insomma: ci conto !! </p><p>TESTO DELLA LETTERA </p><p>Gentilissimi Onorevoli</p><p>- Eugenio Minasso</p><p>- Andrea Lulli </p><p>Oggetto: proposta di iter semplificato per la trasformazione dei veicoli endotermici in veicoli elettrici </p><p>Scrivo la presente per proporVi di valutare la possibilit&agrave; di inserire nel disegno di legge 2865, che riprende integralmente il vostro n. 1737, cosidetta &quot;legge pro tuning&quot; un emendamento volto a favorire le modifiche dei veicoli endotermici in veicoli a ridotte emissioni o addirittura ad emissioni zero. Si tratta del cosiddetto &quot;retrofit elettrico&quot;, che permetterebbe la rapida realizzazione di migliaia di veicoli elettrici a partire dai tipi pi&ugrave; disparati di mezzi ( si veda, per una raccolta di migliaia di esempi internazionali, www.evalbum.com). In questo modo si permetterebbe la nascita, lo sviluppo ed il mantenimento delle piccole e medie imprese del settore, che vivono attualmente una difficile crisi, senza attendere che le decisioni strategiche del costruttore nazionale si orientino efficacemente in tal senso. Nel processo si potranno creare migliaia di posti di lavoro e di competenze specifiche, vitali per il futuro della mobilit&agrave; personale e collettiva. La conversione anche solo&nbsp; di una piccola percentuale dei veicoli esistenti, infatti, permetterebbe di moltiplicare di molte volte il numero di veicoli elettrici che circolano nel nostro paese, attualmente poche migliaia, senza gravare in alcun modo sulle casse dello stato. E&#39; nata, ad opera di un gruppo di ricercatori, tecnici ed appassionati toscani, una associazione pro-retrofit elettrico, che si chiama <strong>Eurozev</strong>, <strong>www.eurozev.org</strong>, che ha gi&agrave; proposto emendamenti alla &quot;Bersani ter&quot; ed alle finanziarie 2007 e 2008. Nel caso della &quot;Bersani ter&quot; l&#39;emendamento e il relativo articolo non sono passati per pochissimi voti ( e molti astenuti). Di seguito vorremmo riproporre alla vostra attenzione l&#39;emendamento, che, senza attendere una specifica normativa, limitatamente alla trasformazione di veicoli con motore a scoppio in veicoli elettrici, propone di fare direttamente riferimento alle esistenti normative CEI e/o europee, cosi permettendo, previa firma di un tecnico abilitato e del rispetto di alcuni limiti prestazionali e di peso, di poter procedere, rapidamente, economicamente ed efficacemente, alla realizzazione di prototipi e piccole serie, come gi&agrave; vorrebbero fare centinaia di appassionati e piccoli costruttori.</p><p>Ringraziando per la cortese attenzione</p><p>&nbsp;</p><p>(firma)</p><p>&nbsp;</p><p>testo dell&#39;emendamento proposto</p><p>(per la storia e l&#39;iter parlamentare si veda sul sito della associazione eurozev www.eurozev.org, sotto notizie e rassegna stampa)</p><p align="left"><font size="2"><em><strong>Dopo l&#39;articolo 2 inserire il seguente</strong>             </em></font></p>         <p align="left"><font size="2"><em> <strong>2-bis.</strong> Le modifiche delle            caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore limitatamente            alla trasformazione dei veicoli in circolazione delle categorie internazionali            L, M1 ed N1 in veicoli elettrici, intendendo per veicolo elettrico un            veicolo la cui trazione sia ottenuta esclusivamente mediante un motore            elettrico di qualsiasi tipo alimentato da batterie di qualsiasi tipo,            e per batteria un dispositivo che accumuli energia elettrica e reversibilmente            la ceda, sono consentite senza un preventivo nulla osta della casa costruttrice            del veicolo e senza una visita e una prova presso i competenti uffici            della Direzione generale per la motorizzazione del Dipartimento per            i trasporti terrestri del Ministero dei trasporti, qualora vengano rispettate            le seguenti condizioni: </em></font></p>         <p align="left"><font size="2"><em> <strong>a)</strong> i componenti elettrici            devono rispettare, ove di pertinenza, le prescrizioni contenute nelle            norme tecniche stabilite dal Comitato elettrotecnico italiano, l&#39;ente            riconosciuto dallo Stato italiano e dall&#39;Unione europea alla normazione            tecnica nei settori elettrotecnico, elettronico e delle telecomunicazioni;            le modifiche elettriche e meccaniche devono comunque rispettare la regola            dell&#39;arte della trazione elettrica e della tecnica automobilistica;            </em></font></p>         <p align="left"><font size="2"><em> <strong>b)</strong> il peso massimo a pieno            carico e la potenza del motore elettrico del veicolo trasformato non            devono essere superiori a quelli del veicolo omologato circolante antecedentemente            alla trasformazione; la distribuzione spaziale delle masse comprimibili            deve essere mantenuta con l&#39;approssimazione del 30 per cento, quella            delle masse incomprimibili entro il 15 per cento; forme e profili esterni            non possono essere variati; </em></font></p>         <p align="left"><font size="2"><em> <strong>c)</strong> il rispetto delle condizioni            di cui alle precedenti lettere <strong>a)</strong> e <strong>b)</strong> &egrave;            certificata da apposita relazione, redatta e realizzata in conformit&agrave;            alla norma CEI-02, e in conformit&agrave; a disposizioni tecniche previste            da eventuali direttive comunitarie ovvero, ove esistenti, da equivalenti            regolamenti ECE ONU, &egrave; firmata da ingegnere iscritto all&#39;albo            professionale, ed &egrave; trasmessa al Ministero dei trasporti: </em></font></p>         <p align="left"><font size="2"><em> <strong>d)</strong> chiunque circola con            un veicolo al quale siano state apportare le modifiche previste nel            presente comma, senza che le modifiche stesse siano state realizzate            nel pieno rispetto delle precedenti lettere <strong>a)</strong>, <strong>b)</strong>            e <strong>c)</strong>, &egrave; soggetto alle sanzioni di cui al comma            4; </em></font></p>         <p align="left"><font size="2"><em> <strong>e)</strong> un veicolo in circolazione            trasformato in veicolo elettrico secondo le disposizioni del presente            comma, &egrave; da considerarsi un derivato del modello originario,            inoltre pu&ograve; accedere a tutte le agevolazioni e incentivazioni            di natura nazionale, locale, regionale e comunitaria eventualmente vigente            o successivamente emanate, riferite a veicoli elettrici.</em></font></p>         <p>&nbsp;</p><a href="http://nuovo.camera.it/126?pdl=2865"></a><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/01/il-retrofit-elettrico-parte-il-mail-bombing-ci-date-una-mano.html#comments">Leggi i commenti (16) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Trasporti</category>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 01:00:00 +0100</pubDate>
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		<title>Schwarzenegger: "Le carceri? All'estero!" (e poi dice Brunetta...)</title>
		<description>Certe volte pensiamo che i nostri politici siano talmente surreali, con le loro proposte assurde, da risultare imbattibili nel panorama mondiale. Ebbene: non illudiamoci, i fuori di testa sono dovunque.Ad esempio il governatore della California Arnold Schwarzenegger (mi astengo dalle...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://crisis.blogosfere.it/images/jail-300x225.jpg" border="0" alt="jail-300x225.jpg" hspace="5" vspace="5" width="250" height="188" align="left" /></p><p>Certe volte pensiamo che i nostri politici siano talmente <strong>surreali</strong>, con le loro proposte assurde, da risultare imbattibili nel panorama mondiale. Ebbene: non illudiamoci, i fuori di testa sono dovunque.</p><p>Ad <a href="http://www.sacbee.com/topstories/story/2489099.html">esempio</a>  <strong>il governatore della California Arnold Schwarzenegger</strong> (mi astengo dalle battute su Terminator, non serve), alle prese con uno Stato sull&#39;orlo della bancarotta, non sa pi&ugrave; cosa inventarsi per risparmiare quattrini. E siccome prendersela con gli immigrati desta in genere poche lamentele da parte dell&#39;elettorato, ecco l&#39;idea geniale: invece di <strong>costruire e mantenere in loco costose carceri</strong> per gli immigrati condannati a scontare pene, costruiamole direttamente in Messico. Come si sa, laggi&ugrave; la manodopera, i materiali e la gestione costano la met&agrave;. Un sacco di soldi risparmiati!</p><p>A pensarci bene non sarebbe una cattiva idea per il ministro Alfano. Visto che sente tanto la mancanza di ulteriori carceri (oltre a quelle gi&agrave; costruite e mai usate, s&#39;intende), si potrebbero costruire <strong>carceri italiane in Romania</strong> per spedirci direttamente i rumeni che delinquono. Per&ograve; no, non funzionerebbe. Il <strong>business cementiero italico</strong> dovrebbe spingersi a devastare fino in Transilvania, con un lievitare di costi poco... costruttivo. </p><p>&nbsp;</p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/01/schwarzenegger-le-carceri-allestero-e-poi-dice-brunetta.html#comments">Leggi i commenti (7) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Ordine Pubblico</category><category>USA</category>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 13:45:35 +0100</pubDate>
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		<title>Il Nucleare va a fondo. No. Non è una buona notizia</title>
		<description>Debora su Petrolio ha linkato un video agghiacciante. Agghiacciante, si, ma in fondo lo intuivamo, lo sapevamo, l&amp;#39;abbiamo sempre saputo. In tanti, da tanto tempo, lo sanno, come vanno le cose, non possono dire di non averne sentito parlare, almeno...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<div><div style="text-align: center"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" width="425" height="344"><param name="width" value="425" /><param name="height" value="344" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XdvB9BDy7Kc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" src="http://www.youtube.com/v/XdvB9BDy7Kc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"></embed></object></div></div><p>Debora su <a href="http://petrolio.blogosfere.it/2010/01/petrolio-acqua-passata-meglio-il-nucleare-e-la-droga.html">Petrolio</a>  ha linkato un video agghiacciante. Agghiacciante, si, ma in fondo lo intuivamo, lo sapevamo, l&#39;abbiamo sempre saputo. In tanti, da tanto tempo, lo sanno, come vanno le cose, non possono dire di non averne sentito parlare, almeno indirettamente.</p><p>Ma non gli interessa. Devono pagare le rate del mutuo, quelle della lavatrice e quella della macchina. Non gli interessa, del resto, dello stato dello Stato, del paese e perfino di loro stessi. Non hanno tempo, devono dare il loro fattivo quanto cieco contributo alla ripresa del paese, alla crescita dei suoi <a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/01/il-prefetto-di-milano-ha-ragione-la-mafia-non-esiste.html">affari</a>. Dimenticandosi, nel frattempo di crescere loro, come cittadini. </p><p>Cosi, nel silenzio funereo dei media, pochi coraggiosi lottano, ignorati quando non irrisi o minacciati. </p><p>Ringrazio Dario per la segnalazione.</p><p>Cosi Debora potr&agrave; dire, per l&#39;ennesima volta. &quot;Grrrrrr: non mi leggi maiiiii&quot;</p><p>8oPPP </p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/01/il-nucleare-va-a-fondo-no-non-e-una-buona-notizia.html#comments">Leggi i commenti (8) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogosfere-244/~4/gLUMPbHkgU4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<link>http://feeds.blogosfere.it/~r/blogosfere-244/~3/gLUMPbHkgU4/il-nucleare-va-a-fondo-no-non-e-una-buona-notizia.html</link>
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		<category>Apocalypse now</category><category>Bugie</category><category>Vita quotidiana</category>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 17:42:05 +0100</pubDate>
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		<item>
		<title>Minieolico enters matrix</title>
		<description>Ieri, mentre il termometro segnava gradi 2, il Grecale soffiava, le plumbee nuvole correvano minacciose, le scie chimiche si intrecciavano nel cielo, le nanopolveri si depositavano negli alveoli polmonari, i ragionieri compillavano F24, i consulenti stilavano rapporti, i politici affermavano...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lpelectric.ro/ro/products/wind/images/scirocco_01S.jpg" border="0" alt="eoltec" title="eoltec" width="350" height="254" align="left" />Ieri, mentre il termometro segnava gradi 2, il Grecale soffiava, le plumbee nuvole correvano minacciose, le scie chimiche si intrecciavano nel cielo, le nanopolveri si depositavano negli alveoli polmonari, i ragionieri compillavano F24, i consulenti stilavano rapporti, i politici affermavano convintamente, Zhubon appariva invano ad una lavatrice moltiplicando i panni, tutti commemoravano la Shoah Nazista dimenticandosi delle tante altre passate presenti e future, dopo aver rincorso brevemente la modulistica da firmare, portata via da una folata dispettosa e cambiato un contatore difettoso, che non voleva comunicare con il pc dell&#39;operatore ENEL, abbiamo finalmente allacciato il <a href="http://www.eoltec.com/Documents/Scirocco%20V02d_Eng.pdf">nostro minieolico</a>  a Caprese Michelangelo. <a href="http://crisis.blogosfere.it/cerca/?search=caprese">Qui</a>  potete leggere le puntate precedenti.</p><p>Mica &egrave; finita, ci sono ancora scartoffie da far correre e faccenduole tecniche da regolare, ad esempio con il GSE, ma da ieri, piu&#39; o meno, si comincia a recuperare un poco di CO2, sotto forma di energia elettrica NON prodotta da fonti fossili. Tre tonnellate all&#39;anno, all&#39;incirca. Nel primo anno, pi&ugrave; o meno, il generatore lavorer&agrave; per ripagare l&#39;energia spesa per la sua realizzazione ed installazione. Dopo, comincer&agrave; il suo lavoro di &quot;ripulitura&quot;( per mancata emissione). Il mio personale obbiettivo, di cui questo costituisce il primissimo passo, &egrave; quello di annullare, entro tre anni, l&#39;impatto, in termini di CO2, da quando sono nato a quando, ragionevolmente, smetter&ograve; di aumentare l&#39;entropia dell&#39;Universo. Vasto programma, ma fattibile.</p><p>Insufficiente, ancora, ma pur sempre un obbiettivo non disprezzabile, ne banale.</p><p>&nbsp;</p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/01/minieolico-enters-matrix.html#comments">Leggi i commenti (8) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.blogosfere.it/~ff/blogosfere-244?a=USMSdN3u4qQ:bRxeuv0g4b8:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogosfere-244?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a>
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		<link>http://feeds.blogosfere.it/~r/blogosfere-244/~3/USMSdN3u4qQ/minieolico-enters-matrix.html</link>
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		<category>Energia</category><category>Vita quotidiana</category>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 14:22:46 +0100</pubDate>
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		<item>
		<title>Che succede in Cina?</title>
		<description><![CDATA[&nbsp;Segnalo al commento di chi &egrave; pi&ugrave; esperto di me questo articolo di Business Insider, che rivela eventi preoccupanti in Cina. Le banche letteralmente stracciano le lettere di credito, gli importatori sono nello scompiglio, gli ordini cancellati. Abbiamo conferme che...]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://crisis.blogosfere.it/images/china-smog.jpg" border="0" alt="china-smog.jpg" hspace="5" vspace="5" width="425" height="233" /></p><p>&nbsp;</p><p>Segnalo al commento di chi &egrave; pi&ugrave; esperto di me <a href="http://www.businessinsider.com/inside-chinas-tightening-banks-literally-tearing-up-letters-of-credit-importers-in-disarray-orders-cancelled-2010-1">questo articolo</a>  di Business Insider, che rivela <strong>eventi preoccupanti in Cina</strong>. </p><p><em>Le banche letteralmente stracciano le lettere di credito, gli importatori sono nello scompiglio, gli ordini cancellati. </em></p><p><em>Abbiamo conferme che le banche hanno sospeso nuovi prestiti dal 19 gennaio in tutto il Paese.</em></p><p><a href="http://www.cnbc.com/id/35056774/">Qui</a>  si parla di una &quot;bolla&quot; immobiliare cinese senza precedenti. </p><p>&nbsp;</p><p class="comments_info"><a href="http://crisis.blogosfere.it/2010/01/che-succede-in-cina.html#comments">Leggi i commenti (5) &raquo;</a></p><div class="feedflare">
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		<category>Finanza</category><category>Cina</category>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 11:43:15 +0100</pubDate>
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